Sabato 15 Dicembre 2018 | 12:23

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Dal Piano Solo al tentato golpe Borghese e la loggia P2: come sono cambiati i Sevizi in Italia

ROMA - Una circolare interna, firmata dal ministro della Difesa, Randolfo Pacciardi, repubblicano. Porta la data del 1 settembre 1949 l'atto di nascita ufficiale dei primi servizi segreti dell'Italia democratica: il Sifar, Servizio informazioni forze armate, nasce dalle ceneri del vecchio Sim, il Servizio d'informazione militare, ed è diretto da un generale di brigata, Giovanni Carlo Del Re, che lavora - come i suoi successori - sotto la «tutela» della Cia.
Sono anni difficili, quelli della ricostruzione, e la repubblica è ancora troppo giovane per non correre dei rischi, ma perchè i servizi crescano fino a giocare un ruolo tutt'altro che marginale sulla scena politica nazionale bisogna aspettare che in cabina di regia arrivi un generale dei carabinieri, Giovanni De Lorenzo, gradito agli Usa ma, inizialmente, anche alle sinistre per il suo passato di partigiano: siciliano, figlio di un ufficiale di artiglieria, ingegnere navale, De Lorenzo tiene le redini del Sifar dal gennaio del '56 all'ottobre del '62 (un «record» tuttora imbattuto), allorchè diventa comandante generale dell'Arma, non prima di aver lasciato la poltrona a un suo fedelissimo, Egidio Viggiani.

- 1967 - Gli anni di De Lorenzo al Sifar sono gli anni delle «schedature di massa» degli italiani: secondo la commissione Beolchini, sono oltre 157mila i fascicoli individuali raccolti, parte dei quali falsi e a fini di ricatto, su politici, sindacalisti, imprenditori, manager, intellettuali, religiosi, militari. E quando De Lorenzo trasloca a viale Romania, prende anche corpo, lentamente, il progetto di «enucleazione» (passato alla storia come «Piano Solo») che avrebbe dovuto garantire all'Arma il controllo militare dello Stato, con la deportazione degli avversari più scomodi nella base segreta di Capo Marrargiu, in Sardegna.
Lo scandalo delle schedature illegali e i progetti di golpe vengono scoperti, grazie ad una inchiesta del settimanale L'Espresso, solo nel '67, quando il Sifar è già sciolto da due anni: scioglimento, peraltro, solo di facciata, visto che uomini e strutture del vecchio Sifar confluiscono nel «nuovo» Sid, il Servizio informazioni difesa. La direzione viene affidata prima all'ammiraglio Eugenio Henke, poi al generale Vito Miceli.

- 1970 - Due mesi dopo il passaggio di consegne, nella notte tra il 7 e l'8 dicembre un gruppo di neofascisti, capeggiati da Junio Valerio Borghese, ex comandante della X Mas, mette in atto un ancor oggi misterioso, fallimentare tentativo di colpo di stato, famoso come «Golpe Borghese».
Quando l'inchiesta giudiziaria sul caso arriva alla strette finale, Miceli ha già lasciato il servizio, travolto da una serie di accuse per altri fatti ancora oscuri, come la creazione della «Rosa dei Venti», altra struttura militare para-golpista.

- 1977 - I tempi sono ormai maturi per una riforma complessiva dell'intelligence: la prima, e fino ad oggi, anche l'ultima. La novità più importante è lo sdoppiamento della struttura, in Sismi, Servizio d'informazioni per la sicurezza militare, e Sisde, Servizio d'informazioni per la sicurezza democratica: nei quadri del primo finisce solo personale in divisa, in quelli del secondo uomini della polizia, che nel frattempo ha dismesso le stellette.

- 1981 - Il primo scandalo in cui incappano i servizi riformati è quello della «Loggia P2»: nella famigerata lista di Licio Gelli, scoperta il 17 marzo dai magistrati milanesi che indagano su Sindona, figurano praticamente tutti i vertici di Sismi, Sisde e anche del Cesis, l'organismo di coordinamento. Il nome di Gelli, così come quello del faccendiere Francesco Pazienza, torna anche nei verbali delle inchieste sulla strage di Bologna: col «maestro venerabile» finiscono condannati per depistaggio alcuni uomini dell'intelligence militare.

- 1991 - Dopo anni di relativa «tregua», altri due scandali si abbattono sui vertici delle due strutture: Fulvio Martini, a capo del Sismi dall'84, viene travolto a febbraio '91 dalle rivelazioni su «Gladio», l'organizzazione clandestina aderente alla rete «Stay Behind» e sospettata di aver giocato un ruolo importante nella cosiddetta strategia della tensione, mentre Riccardo Malpica, al Sisde dall'87 al '91, finisce condannato per lo scandalo dei «fondi neri».
Il resto è storia recente: nel dopo 11 settembre, quando la minaccia globale del terrorismo sembra riabilitare anche agli occhi dell'opinione pubblica italiana il ruolo degli 007, di «deviazioni» si torna a insinuare solo in coincidenza del «Nigergate». Almeno fino a quando un'inchiesta della procura di Milano ipotizza il coinvolgimento del Sismi, diretto dal generale Niccolò Pollari, nel sequestro - da parte della Cia - dell'ex Imam della moschea milanese di viale Jenner, Abu Omar.

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