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Pollari, da 5 anni l'uomo dietro le quinte, in un periodo di grandi tensioni internazionali

Nicolò PollariROMA - Con la decisione del Consiglio dei Ministri di questa mattina, che ha insedieato al vertice del Sismi l'ammiraglio Bruno Branciforte, si chiudono i cinque anni alla guida dell'intelligence militare di Nicolò Pollari che, durante il suo mandato, si è trovato ad affrontare un periodo di grandi tensioni internazionali con notevoli risvolti sul versante della sicurezza. Il mandato di Pollari si è svolto in coincidenza con la fase delicata seguita agli attentati dell'11 settembre 2001 al World Trade Center e al Pentagono, circostanza che ha richiesto agli operatori del Sismi un particolare impegno per l'analisi dell'evoluzione dello scenario strategico e la prevenzione delle minacce terroristiche.

Nel periodo di Pollari alla guida del Sismi è stato dato il via dal governo Berlusconi e successivamente dal governo Prodi a diverse operazioni militari all'estero. Tra queste, di particolare rilievo le missioni Antica Babilonia in Iraq, dal giugno del 2003, Isaf in Afghanistan, dal dicembre del 2001, Leonte in Libano, in corso dal 29 agosto scorso e Unmis-Nilo in Sudan, conclusasi lo scorso mese di dicembre.

Pollari assunse la guida del Sismi il 15 ottobre del 2001. In questi cinque anni l'attività del servizio segreto militare è finita al centro di bufere politiche e inchieste giudiziarie, dal caso Nigergate riguardante un dossier relativo ad un presunto traffico di uranio tra il Niger e l'Iraq utilizzato per giustificare l'intervento militare contro Saddam Hussein fino alla vicenda del rapimento dell'ex imam di Milano Abu Omar, avvenuto a Milano il 17 febbraio 2003.
Oltre ai profili di sicurezza legati alla presenza all'estero di contingenti militari italiani, le missioni multinazionali a cui l'Italia prende parte hanno significato per il Sismi il frequente intervento in questi cinque anni per favorire il rilascio di cittadini italiani sequestrati. E' il caso ad esempio di Simona Pari e Simona Torretta, rapite l'8 settembre 2004 in Iraq e rilasciate venti giorni più tardi grazie anche all'intervento dell'intelligence militare.

Sempre in Iraq sono i canali attivati dal Sismi a favorire il rilascio di Giuliana Sgrena, la giornalista del Manifesto rapita il 4 febbraio dello scorso anno e liberata in circostanze tragiche il 4 marzo. Il 17 maggio 2005, in Afghanistan, è la volta di Clementina Cantoni, rapita in pieno centro a Kabul da quattro uomini armati e quindi liberata il 9 giugno successivo. Il lavoro della rete del Sismi in Afghanistan porta poi al rilascio di Gabriele Torsello, il fotoreporter rapito il 12 ottobre e liberato il 3 novembre scorso.

Un funzionario del Sismi, Nicola Calipari, muore nel corso dell'operazione per la liberazione di Giuliana Sgrena, dopo essere stato colpito da colpi d'arma da fuoco esplosi da militari statunitensi di pattuglia. E' la sera del 4 marzo dello scorso anno: l'autovettura, una Toyota Corolla, sulla quale viaggiano Nicola Calipari, un altro agente dell'intelligence e Giuliana Sgrena si dirige verso l'aeroporto di Baghdad. La trattativa con i sequestratori è andata a buon fine, la giornalista italiana è stata liberata ed ora si tratta solo di predisporre il volo di rientro in Italia. All'improvviso la tragedia. Una pattuglia militare della guardia nazionale statunitense è in servizio di vigilanza sulla route Irish, la strada che collega il centro di Baghdad con l'aeroporto. Il posto di blocco è stato approntato in previsione del passaggio di un convoglio con a bordo l'ambasciatore americano. Arriva la macchina con a bordo Calipari e finisce sotto il fuoco dei soldati Usa: lo 007 italiano muore sotto i colpi dei militari, Giuliana Sgrena rimane ferita.

Il tragico accaduto suscita prese di posizione politiche molto dure, Italia e Stati Uniti divergono sulla ricostruzione della vicenda, al punto che si comincia a parlare apertamente di caso Calipari e la polemica infiamma per settimane la vita politica. La commissione d'inchiesta americana giunge infine alla conclusione che si è trattato di «un tragico incidente».

Nei mesi successivi il dibattito politico si focalizza sul cosiddetto Nigergate, che riguarda la realizzazione di un dossier relativo ad un presunto traffico di uranio tra il Niger e l'Iraq utilizzato per giustificare l'intervento militare contro Saddam Hussein. Il 3 novembre dello scorso anno, in una lunga audizione (quasi cinque ore) di fronte al Copaco, l'allora sottosegretario alla Presidenza del consiglio Gianni Letta e il direttore del Sismi negano che i servizi italiani abbiano svolto qualche ruolo nella fabbricazione del dossier. Si arriva all'8 febbraio di quest'anno, quando alla Camera viene presentata la relazione conclusiva dell'attività del Copaco. «Non risulta -si legge nel documento- che i documenti relativi ad un traffico di uranio tra Niger e Iraq siano stati trasmessi dall'intelligence italiana o siano comunque transitati attraverso di essa».

Un altro caso che monta sia a livello politico che giudiziario, coinvolgendo lo stesso Pollari, è quello relativo al rapimento dell'ex imam di Milano Abu Omar, sequestrato il 17 febbraio del 2003. Il 7 ottobre scorso la procura di Milano ha chiuso l'inchiesta aperta per fare luce sul sequestro.
L'indagine, coordinata dai procuratori aggiunti Armando Spataro e Ferdinando Pomarici, coinvolge 38 persone: 26 agenti Cia e 7 funzionari del Sismi accusati di concorso in sequestro di persona, altri due funzionari del Sismi e due giornalisti accusati di favoreggiamento, un ufficiale dei Ros sospettato di concorso per il sequestro dell'ex imam.

Pollari, che negli anni '90 aveva svolto le mansioni di Capo di Stato Maggiore del Comando Generale della Guardia di Finanza, era arrivato al Sismi dopo aver svolto l'incarico, tra il 1997 e il 2001, di vice segretario generale del Cesis, Comitato Esecutivo dei Servizi di Informazione e Sicurezza.
Nato a Caltanissetta il 3 maggio 1943, Nicolò Pollari ha frequentato i corsi normali dell'Accademia dal 1962 al 1966 e successivamente, nel 1967, il corso per la difesa nucleare batteriologica e chimica, e dal 1979 al 1981 il Corso Superiore di Polizia Tributaria. E' stato nominato Sottotenente nel 1964, e, dopo una regolare progressione di carriera, Colonnello nel 1988, Generale di Brigata nel 1993, Generale di Divisione nel 1998, Generale di Corpo d'Armata nel 2002.

Ha comandato i Reparti territoriali, d'istruzione e di alta formazione, oltre ad articolazioni operative di polizia tributaria e giudiziaria; in particolare, dal 1991 al 1993 ha diretto il Nucleo Centrale di Polizia Tributaria di Roma. Ha svolto in Italia ed all'estero inchieste giudiziarie ed indagini di contrasto al terrorismo ed al crimine organizzato. Dall'aprile 1993 all'agosto 1997 è stato Capo di Stato Maggiore del Comando Generale della Guardia di Finanza.

Dal settembre 1997 all'ottobre 2001 è stato Vice Segretario Generale del Comitato Esecutivo dei Servizi di Informazione e Sicurezza. In quel periodo ha presieduto il Gruppo di Lavoro Interistituzionale sull'intelligence economico-finanziaria. Il 15 ottobre 2001 ha assunto la Direzione del Sismi. E' laureato in Giurisprudenza, in Economia e Commercio, in Scienze Politiche ed è specializzato in Giustizia Amministrativa presso l'Università di Bologna. Ha conseguito le lauree specialistiche in Scienze della Sicurezza Economico Finanziaria e in Scienze Internazionali e Diplomatiche.

Nicolò Pollari è autore di numerose pubblicazioni in materia giuridica, economica e di tecniche investigative e di intelligence. E' professore dell'Action Jean Monnet di Bruxelles, Professore di Diritto Tributario presso l'Università Mediterranea di Reggio Calabria, docente di discipline giuridico-economiche presso varie Università e presso i massimi Istituti delle Forze di Polizia e degli Organismi di Informazione e Sicurezza.
Ha diretto, sotto l'egida della Ueo, operazioni internazionali di controllo nell'ambito delle risoluzioni di embargo alla Serbia, nell'area danubiana ed ha operato, quale rappresentante designato per l'Italia, con l'Internal Revenue Service - Criminal Investigation Division. Pollari ha cooperato a Bruxelles ed in Italia con l'European Anti-Fraud Office e con le Commissioni Bilancio e Transito Comunitario del Parlamento Europeo.

E' stato membro della Commissione Ministeriale contro il fenomeno della corruzione e di varie Commissioni Governative d'inchiesta, oltre che del Comitato Tecnico per la riforma tributaria e sul federalismo fiscale. E' insignito di varie ricompense ed onorificienze italiane ed estere di massimo livello. Pollari è sposato ed ha due figlie.

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