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Immigrazione: l'integrazione inizia a scuola

ScuolaROMA - «L'integrazione comincia a scuola e io sono molto onorata di presentare questo progetto proprio in una scuola elementare, dove si lavora ogni giorno, insegnando ai giovani a stare insieme a prescindere dalle diversità». Lo ha affermato il sottosegretario all'Interno Marcella Lucidi che ieri presso i locali della scuola primaria «C.Collodi», Borgata del Trullo (XV Municipio), ha presentato, con il sottosegretario alla Pubblica Istruzione Letizia De Torre, il libro multimediale Civis - Il mondo a scuola.
Il testo è stato realizzato e sviluppato da RaiNet, su indicazione del Ministero dell'Interno-Dipartimento per le Libertà civili e l'immigrazione e il Ministero della Pubblica Istruzione-Direzione Generale per lo Studente Ufficio per l'integrazione degli alunni stranieri.
Il progetto, spiega una nota del Viminale, è inserito nel quadro del Programma Operativo Nazionale «Sicurezza per lo Sviluppo del Mezzogiorno d'Italia» 2000-2006, nato su iniziativa del Ministero dell'Interno e cofinanziato dall'Unione Europea (www.sicurezzasud.it).
La scelta della scuola Collodi per la presentazione del testo non è stata casuale. L'istituto, infatti, registra una presenza di studenti stranieri pari al 25%. Recentemente, inoltre, il quartiere Trullo è stato oggetto di tensioni interetniche e anche per questo si è ritenuto fosse importante scegliere come luogo simbolico dell'iniziativa le scuole del 194° Circolo Didattico di Roma, «anche per valorizzare il lavoro quotidiano che gli insegnanti, i mediatori culturali e la struttura tutta - ha detto il sottosegretario Lucidi - svolgono puntualmente nell'educazione e formazione dei bambini».

Le 8 mila copie del libro stampate saranno inviate gratuitamente alle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado. Inoltre parte dei contenuti è consultabile anche su internet all'indirizzo www.cittadiniimmigrati.rai.it. «La sfida che abbiamo davanti -ha detto ancora il sottosegretario- è l'integrazione. L'immigrazione non è un fenomeno emergenziale ma strutturale, basta guardare queste classi multietniche per rendersene conto. Vorrei che questo dibattito coinvolgesse tutta la società, anche le comunità straniere, perchè quello che siamo chiamati a governare è la formazione delle nuove generazioni, già oggi plurali e multietniche. Vorrei che la politica, al di là degli schieramenti, capisse che serve il confronto e non lo scontro. Siamo chiamati ad una grande responsabilità di governo».
«Quindi- ha concluso Lucidi - diciamo sì ad un'idea nuova di cittadinanza, non più legata allo ius sanguinis ma spostata verso lo ius soli: non è francamente più tollerabile che il nostro paese sia quello in Europa con la normativa in materia più arretrata. L'Italia oggi riconosce la cittadinanza ai figli, nipoti, pronipoti di italiani emigrati all'estero da generazioni e che magari non hanno mai visto il nostro paese e non lo fa con i minori stranieri che qui nascono e crescono».

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