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Il ct dell'Italia Donadoni: «Cassano ha grande qualità, non lo scarto di sicuro»

ROMA - I suoi primi 100 giorni da ct, il Milan, il campionato, Calciopoli e gli azzurri. Roberto Donadoni parla a 360 gradi in un'intervista pubblicata dal «Corriere dello Sport». Il tecnico dice che «è ancora presto per fare anche un consuntivo parziale» ma ammette che «è più stressante» essere alla guida della Nazionale che non di un club. «Ma preferisco pensare al piacere e agli stimoli che mi dà questo nuovo ruolo», aggiunge Donadoni, che in Nazionale aveva ripescato quel Cassano oggi nell'occhio del ciclone. «Stiamo parlando di un giocatore di grande qualità - commenta - che io non considero un Gianburrasca. Io aspetto che le metta in mostra e non lo scarto di sicuro. Un errore avergli dato il numero 10? Io non mi pento davvero di un particolare nato oltretutto all'interno dello spogliatoio, per scelta e ragionamento dei giocatori». Su Totti «non ci sono aggiornamenti» ma avverte che il capitano della Roma «non usa certo l'Italia a suo piacimento. E' un ragazzo a posto, magari viene strumentalizzato quello che dice». Sul Del Piero triste per la tribuna in Georgia, Donadoni replica che «se qualcuno chiedeva a Di Michele e a Barzagli, che in tribuna ci sono andati anche a Roma, cosa ne pensavano delle mie scelte, anche loro si sarebbero risentiti. Quando posso, parlo e spiego, come con Del Piero: avrà sicuramente il suo spazio se dimostrerà il proprio valore».
Donadoni apre le porte della Nazionale anche a Panucci ("gli ho visto fare un paio di scatti contro la Fiorentina...") e dice anche che «Semioli, Esposito e Marchionni non sono da scartare": «la mia impronta è questa, dare una chance a tutti, anche se non tutti possono arrivare in Nazionale». Per quanto riguarda Amauri, il ct ribadisce: «prima diventi italiano, poi potrà essere convocato. Non si tratta di accennare una sfida con il Brasile a chi lo chiama prima». L'Italia, secondo Donadoni, è ancora in corsa per Euro 2008 e spera che davvero il prossimo campionato cominci il 19 agosto. «Sarebbe imperdonabile - commenta - non aiutare la nazionale campione del mondo ad andare all'Europeo. Non credo sia un dramma la prima giornata dopo Ferragosto, lo fanno nel resto d'Europa, perché noi no?». Parlando di campionato il discorso cade sul Milan e Donadoni avverte: «io inviterei a giudicarlo con maggiore prudenza. Dopo Sacchi il coro della critica non ci lasciava scampo: gente vecchia, da cacciare. Bene, vincemmo 4 campionati su 5». Il ct non vuole però sentir parlare di complotto e a proposito di Calciopoli aggiunge: «non nego di aver avuto, anche all'inizio della carriera, sensazioni precise, di partite gestite in modo orientato da un direttore di gara. Vero, comunque, che quello che è emerso adesso ha un'altra valenza e io ne prendo atto».

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