Giovedì 13 Dicembre 2018 | 14:10

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Proprietari Petruzzelli: Rutelli arrogante, non ci ha parlato

BARI - «Non è un comportamento da ministro» che fa parte di «un governo che dice di volere parlare alla gente». E' «personalmente offeso» dal comportamento del ministro per i beni culturali, Francesco Rutelli, uno dei componenti della famiglia Messeni Nemagna proprietaria del teatro Petruzzelli di Bari, Francesco Garibaldi, che oggi insieme con il fratello e con la cugina Rosalba, ha atteso in prefettura la conclusione dell'incontro del ministro per potergli parlare.
Gli eredi proprietari - che non erano stati invitati all'incontro e che sono rimasti con i giornalisti fuori della stanza del prefetto ad attendere la conferenza stampa - avrebbero voluto proporre a Rutelli le ragioni per cui si oppongono alla procedura di esproprio stabilita dal governo con un decreto dell'ottobre scorso.
Ma durante e a conclusione della conferenza stampa a Garibaldi non è stata concessa la parola e il ministro ha rinviato una eventuale conversazione ad un incontro da fissare in un secondo momento dopo che la famiglia avrà avuto le prime riunioni con il prefetto e il sindaco per raggiungere un accordo sull'indennizzo previsto per l'esproprio del teatro.
Garibaldi ha riferito poi che, mentre con i giornalisti la famiglia attendeva oltre la porta del prefetto, Rutelli ha parlato per telefono con la cugina Rosalba Messeni Nemagna, dicendole appunto che non sarebbe stato quello il momento per un incontro. «Non si parla al telefono - ha detto Garibaldi - da una stanza all'altra ma ci si guarda in faccia: quello del ministro è stato un comportamento arrogante, perchè durante la conferenza stampa mi ha interrotto dicendomi che mi avrebbe dato la parola successivamente e poi se n'è andato senza parlarmi».
La famiglia Messeni Nemagna, proprietaria del teatro, aveva firmato nel novembre del 2002 un protocollo d'intesa con Regione Puglia, Provincia e Comune di Bari al ministero dei beni culturali, nel quali si stabiliva che i tre enti pubblici si impegnavano a mettere i fondi per ricostruire il teatro, ne avrebbero avuto la gestione tramite la 'Fondazione lirico-sinfonica Petruzzelli e teatri di Barì, avrebbero versato un canone annuo e dopo 40 anni la proprietà sarebbe tornata alla famiglia. Quell'accordo prevedeva la conclusione dei lavori di ricostruzione del teatro per novembre del 2006.
I familiari contestano tra l'altro il fatto che, «dopo anni di inerzia in cui gli enti sottoscrittori dell'accordo non hanno rispettato i tempi e gli impegni presi», alla vigilia dello scadere dei termini lo Stato abbia proceduto all'esproprio.

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