Lunedì 10 Dicembre 2018 | 13:36

GDM.TV

i più visti della sezione

Una decina i sequestratori e almeno 4 le prigioni cambiate

ROMA - Un occidentale abbigliato alla maniera afgana, ma con costose macchine fotografiche, che faceva foto in paesi colpiti da bombardamenti, magari destando più di un sospetto su chi fosse davvero. E' una delle ipotesi degli inquirenti sui motivi del rapimento di Gabriele Torsello, il fotografo free lance che oggi ha raccontato per oltre tre ore ai pm Franco Ionta, Erminio Amelio e Pietro Saviotti, del pool antiterrorismo della procura di Roma, il film della sua prigionia durata 23 lunghissimi giorni.
Un rapimento, ha detto, eseguito da una decina di persone, che lo hanno spostato in almeno quattro diverse prigioni.
Barba lunga da telebano, musulmano convinto, tunica bianca da afgano e sandali a piedi: Torsello si è presentato così ai magistrati, come era sceso dalla scaletta del Falcon della presidenza del Consiglio che lo ha riportato in Italia. Così come andava in giro per i suoi reportage a Lashkargah, o nelle madrasse o nella città fantasma di Musa Qala.
Ma qualcuno, ed è una delle ipotesi di chi indaga, potrebbe essersi insospettito di quell'occidentale travestito da afgano, e per giunta con costose apparecchiature a tracolla, come teleobiettivi e camere fotografiche.
Potrebbe essere stato questo a far pensare ai rapitori, o a chi li ha informati della presenza di Torsello su quell'autobus pieno di gente che aveva preso per tornare verso Kabul, che quel fotoreporter in realtà potesse essere una sorta di spia. Ma è solo una ipotesi per spiegare un rapimento che era probabilmente partito con motivazioni politiche (la consegna dell'afgano convertito al cristianesimo e che ha chiesto asilo in Italia, e poi del ritiro del contingente italiano a Kabul) e probabilmente finito nella 'solità contropartita. Di riscatto, nel colloquio con i magistrati, Torsello non ne ha potuto parlare. Anche perchè non ne è a conoscenza. L'ipotesi di una contropartita, in procura, viene considerata così come è stata valutata per gli altri sequestri (Cantoni, le due Simone).
Il fascicolo aperto a piazzale Clodio per il rapimento del fotoreporter, è quello di sequestro con finalità di terrorismo, ipotesi che permette, tra l'altro, di evitare l'obbligatorietà di un eventuale blocco dei beni.
Un rapimento che ha avuto la svolta con la telefonata ad Emergency nella quale Torsello ha parlato del figlio. «Ho capito di essere libero - ha detto il fotoreporter ai magistrati - quando in auto, qualcuno mi ha detto 'adesso puoi toglierti la benda che ti copre gli occhi'».
Torsello, secondo il racconto fatto ai magistrati, avrebbe cambiato almeno quattro prigioni. Una decina in tutto i suoi sequestratori con cui, ha ribadito ai magistrati, non parlava molto, solo qualche parola in pashtun.
E a poco sarebbe servito comunicare ai suoi carcerieri la sua fede islamica, la sua scelta di occidentale che ha abbracciato la fede musulmana.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

MULTIMEDIA

Il Natale di Giovinazzo si accende con Christmas Lights

Il Natale di Giovinazzo si accende con Christmas Lights

 
Il post partita di Cornacchini e Neglia

Il post partita di Cornacchini e Neglia

 
Bari, caso commissioni al Comune: il consigliere «muto» davanti alla telecamera

Bari, caso commissioni al Comune: il consigliere «muto» davanti alla telecamera

 
Bari, si schianta contro un albero: muore 79enne, ferita la moglie

Bari, si schianta contro un albero: muore 79enne, ferita la moglie

 
Lorem video dolor sit amet, consectetur

Lorem video dolor sit amet, consectetur

 
Treni, la partenza del primo Frecciarossa per Torino: ma in Puglia andrà «lento»

Treni, parte il primo Frecciarossa per Torino: ma in Puglia andrà «lento»

 
Portici-Bari, i tre gol biancorossi

Portici-Bari, i tre gol biancorossi

 
Corinaldo, la fuga e il crollo della balaustra che ha schiacciato i ragazzi in discoteca

La fuga e il crollo della balaustra che schiaccia i ragazzi in discoteca

 
F-104, la  storia di un mitoper tre generazioni di piloti

F-104, la storia di un mito
per tre generazioni di piloti