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Squilla il telefono ed una voce familiare fa uscire Alessano da un incubo

ALESSANO (LECCE) - Che qualcosa di importante sia accaduto lo si intuisce non appena si arriva nel primo pomeriggio in Piazza don Tonino Bello, la più importante del paese. A un angolo qualcuno ha issato un cartello in modo che tutti gli automobilisti possano vederlo. C'è scritto: «Gabriele, tanta paura, tantissima speranza, immensa gioia». Gabriele Torsello è stato liberato da poco, le seimila anime che popolano il piccolo centro di Alessano hanno tirato un sospiro di sollievo. Dopo 22 giorni di timori, ansie e speranze l'incubo è finito.
Marcello Torsello, il papà di Gabriele, si affaccia sull'uscio della villa di famiglia in via Scipione San Giovanni, 40 assediata da giornalisti e fotografi. Ha il volto tirato ma non riesce a trattenere un sorriso. «L'ho saputo verso le 11.30 - dice - hanno telefonato dalla Farnesina. Hanno detto 'Gabriele è in nostre mani'. Gabriele ha chiamato verso le 13, un'ora e mezza dopo. Mi ha detto 'sto bene, mi manchi, gioia mia, amore mio'. Non vi meravigliate, fra me e Gabriele c'è questo tipo di rapporto». E mostra una serie di 'sms' dello stesso tono ricevuti da Gabriele prima che partisse e durante la sua permanenza in Afghanistan.

Più tardi Marcello Torsello, a chi gli chiede se sappia di un eventuale riscatto pagato per liberare Gabriele, risponderà «non so nulla, l'importante è che sia libero». Sull'uscio si affaccia anche la moglie di Gabriele, Silvia Heinrich; accanto c'è il figlio della coppia, il piccolo Gabriele di 4 anni. «Sono felicissima» dice, e non riesce ad aggiungere altro. Intanto la cancellata che delimita la villa dei Torsello è sempre più tappezzata di magliette con la scritta 'Gabriele libero'. Qualcuno ha preso un foglio di carta e lo ha appiccicato, sempre sulla cancellata, in modo artigianale dopo aver scritto, d' impeto, col cuore: «Sei stato liberato, siamo tutti felici, anche tutto il mondo».
Dalla villa entrano ed escono il cognato di Gabriele, Modesto Nicolì, portavoce di famiglia nei giorni del sequestro, amici e parenti. Arriva anche il sindaco di Alessano, Luigi Nicolardi. Poco prima delle 17.00 escono a braccetto Germana, Elena e Valentina, tre delle quattro sorelle di Gabriele. Vanno al bar, a due passi da casa per prendere qualcosa di caldo. Al ritorno si accorgono che sul cancello della villa c'è ancora il cartello con la scritta 'liberate Gabriele'. Valentina va in casa a prendere un pennarello e, sorridendo ad un fotografo, modifica quella scritta in 'liberato Gabriele'.
Germana ha saputo da Valentina che il fratello era stato liberato, ma è dovuta rimanere a lavoro fino alle 13.40, frenando quella gran voglia di correre ad abbracciare i familiari. «Il momento più brutto? mi ha un po' preoccupata il silenzio di questi giorni, - confessa - quello che si avvertiva intorno, perchè comunque con la Farnesina ci sentivamo puntualmente. Però abbiamo anche pensato che quel silenzio potesse essere produttivo».
Intanto è calato il buio e in casa Torsello si attendono solo la notizia su quando Gabriele potrà tornare a casa. L'appuntamento è forse per domani. Ma stavolta la notte, in casa Torsello, sarà piena di stelle.
Paolo Melchiorre

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