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La fotografia della Dia, nel 2006 meno omicidi per pax camorristica

ROMA - Due clan camorristici dominano a Napoli: il cartello Misso-Mazzarella-Sarno e la cosidetta 'Alleanza di Secondiglianò. A rilevarlo è l'ultima relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia (Dia) inviata oggi al Parlamento, che evidenzia come i due gruppi «si sono divisi buona parte dei traffici illeciti della città e della provincia, dopo aver superato i conflitti del passato e imposto la pax mafiosa anche ai gruppi satelliti».
I DUE CLAN - Tra i fautori di questo assetto, rileva la relazione, si colloca Ciro Mazzarella, detto 'O' Scellonè, uno dei capi storici della camorra partenopea che avrebbe stretto accordi con la famiglia Licciardi ed i gruppi ad essa collegati.
Una zona ancora ad alta tensione è l' area controllata dal clan Di Lauro, come attestano gli omicidi consumati nel primo semestre di quest'anno. Qualche ripercussione, nota la Dia, «potrà avere la scarcerazione, avvenuta il 6 giugno scorso, di Vincenzo Di Lauro, figlio del capo clan Paolo e suo alter ego, avvenuta per un vizio di forma dell' ordinanza di custodia cautelare». La latitanza di Di Lauro potrebbe aiutare il sodalizio a riorganizzarsi, anche se la maggior parte degli affiliati sono transitati nel gruppo degli 'scissionistì. Tensioni si sono poi registrate nella zona centrale di Napoli, dove è proseguita una guerra interna al clan Misso, del rione Sanità, causata da una frangia di scissionisti facenti capo a Salvatore Torino, detto 'O' Gassusarò.
20 OMICIDI IN PRIMI 6 MESI 2006 - Nel primo semestre del 2006, rileva ancora la Dia, la conflittualità tra i vari gruppi camorristici in Campania appare attenuta, come sembra indicare il calo degli omicidi rispetto allo stesso periodo del 2005: 20 contro 38. L' esistenza di numerose aggregazioni criminali, costituite da pochi affiliati, disposte ad allearsi con il sodalizio al momento vincente, se da un lato determina un inasprimento delle tensioni tra clan, dall' altro ne accentua la capacità di sopravvivenza in ragione della loro capillare presenza nei quartieri cittadini.
SPICCATA IMPRENDITORIALITA' CAMORRA - Le indagini condotte, spiega la Relazione, «confermano la capacità imprenditoriale della camorra, sempre più attiva nella gestione di attività economiche e finanziarie finalizzate al riciclaggio dei proventi illeciti, soprattutto nel settore immobiliare ed edilizio nonchè nella produzione e commercializzazione di prodotti industriali contraffatti». La Camorra, per la Dia, «tenta di controllare, direttamente o attraverso imprenditori che prestano le loro strutture societarie ai clan, porzioni di mercato che vanno dal parcheggio abusivo al calcestruzzo, dalla vendita ambulante al commercio della carne, dal mercato dei fiori alla produzione e vendita di capi di abbigliamento falsi».
CICLO RIFIUTI NEL MIRINO - Anche nel ciclo dell' illecito smaltimento dei rifiuti sono forti gli interessi della camorra, che, frequentemente, vede coinvolti sia i produttori dei rifiuti, sia i titolari dei siti di destinazione finale, discarica o centri di recupero ambientale. Le aree campane maggiormente colpite da reati ambientali, sono la zona compresa tra i comuni di Giugliano, Qualiano e Villaricca, per la provincia di Napoli e, per la provincia di Caserta, l' area compresa tra i comuni di Casal Di Principe, Villa Literno, Castelvolturno, Santa Maria La Fossa.

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