Domenica 16 Dicembre 2018 | 08:40

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Sul suo sito la lettera a mr.Parkinson: «spero un giorno di poterla prendere a schiaffi»

ROMA - Una lettera aperta a Mr. Parkinson: Bruno Lauzi, malato da tempo, l'aveva scritta, con la consueta ironia, sul suo sito. Ecco il testo: «Egregio Signore, non è con piacere che le scrivo questa lettera, ma d altra parte avrei dovuto parlarle a quattr'occhi, affrontarla di persona, sopportare quel suo subdolo modo di fare che è quanto cè di peggio per far perdere la pazienza anche ad un santo, figuriamoci a me. Le scrivo, come può notare, col computer, perchè la mia calligrafia s è fatta illeggibile e così minuscola che i miei collaboratori devono usare la lente d ingrandimento per riuscire a decifrarla Perchè le scrivo? E' presto detto: io ho superato con una certa disinvoltura l'imbarazzo che lei ( l ho scritto senza maiuscola, non la merita) mi ha creato chiedendo pubblicamente la mia mano ed ovviamente ottenendola. Convivere con un ufficiale inglese a riposo, già condannato nel Punjab per ripetuti tentativi di violenza neurologica su qualunque essere di qualunque specie (le cose si vengono a sapere, come vede) non è stato facile, la mia è una famiglia è all'antica e non ha apprezzato.

MA ORA LEI STA ESAGERANDO, signore, glielo devo dire. Quando è troppo è troppo, e il troppo stroppia! C è un proverbio arabo che dice: «Se hai un amico di miele non lo leccare tutto», INVECE LEI S APPROFITTA D'OGNI RILASSATEZZA, DELL'ABBASSAMENTO DELLA GUARDIA NELLA BATTAGLIA QUOTIDIANA, ci proibisce di pensare ad altro, contando sulla superficialità con cui io ho affrontato l insorgere del male si sa, gli artisti sono farfalloni incoscienti no, vecchio caprone, non le sarà facile, nè con me nè con gli altri, la Resistenza è cominciata. Perchè, vede, io e i miei fratelli e sorelle malati abbiamo tante cose da fare, una vita da portare avanti meglio di così! D'ora in avanti prometto che starò più attento ai consigli dei miei dottori, e che mi impegnerò maggiormente nell'aiutarli nella raccolta dei fondi necessari per la ricerca. Anzi sul tema della solidarietà mi ci gioco una mano, la mano che, pitturata e serigrafata fa da piedistallo ad una poesia contro di lei, colonnello dei miei stivali, funzionando da incentivo a dare già, poichè a chiunque faccia un offerta per la ricerca verrà inviata 'LA MANO' come ricordo e memento.

Siamo in tanti, tante mani si leveranno contro di lei e cercheranno di restituirle colpo su colpo fino a quando non riusciranno ad acchiapparla per la collottola e mandarla all'Inferno cui appartiene, bestiaccia immonda, sterco del demonio, nostra croce senza delizie Parola mia, di questo omino per molti un po buffo, per altri un po patetico, ma che vive il sogno di poterla, un giorno non lontano, prendere a schiaffi. A mano ferma. Mi stia male e a non rivederla». Bruno Lauzi.

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