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Un amico: ama l'Islam più del Cristianesimo

ALESSANO (LECCE) - «Gabriele ama l'Islam più del Cristianesimo. Veste come le popolazioni islamiche che studia e frequenta, le rispetta, e guai a chi osa parlare male dell'Oriente e del Medio Oriente: lui è parte di loro». E' David Maria Alemanno, cugino, ex compagno di scuola, e suo migliore amico, a spiegare chi è davvero Gabriele Torsello, il fotoreporter trentacinquenne di Alessano (Lecce), londinese di adozione, sequestrato in Afghanistan il 12 ottobre da una banda di criminali.
Il racconto di David Alemanno è un film che riporta i due indietro nel tempo quando giocavano per strada, davanti alle loro case, oppure sul sagrato della parrocchia del Santissimo Salvatore sotto l'occhio attento di don Gigi Ciardo, che ancora oggi ricorda lo «sguardo contemplativo di Gabriele, tipico - dice - di chi è attento, sensibile e che sa vedere tutto con stupore». O quando ne facevano «di tutti i colori» con le ragazze, con gli amici e tra i banchi scuola, essendo stati sempre insieme, inseparabili, dalle elementari alle superiori.
David ricorda quando, ancora bambini, andavano al cinema Arcobaleno, prima gestito dal nonno poi dal padre di Gabriele, a stupirsi per come funzionava il proiettore dei film. L'amore di Gabriele per la fotografia è nato dietro quella macchina. Per lui il rumore del proiettore, il fascio di luce che irradiava, le sequenza del film erano poesia. «Gabriele - conferma David Alemanno - è cresciuto dietro quella macchina perchè era lui che mandava i film sul maxischermo, era fenomenale. Da lì è partita la sua passione per la fotografia, per la ricerca dei particolari».
Gabriele e David sono stati insieme fino al 1989 quando hanno preso il diploma in ragioneria. Poi le loro strade si sono divise. Gabriele è volato a Londra dove il boom del mercato fotografico gli consentiva di esprimersi meglio. Li si è sposato e ha avuto un figlio che ha battezzato - ricorda don Gigi Ciardo - in Austria. David si è iscritto all'università ed è rimasto ad Alessano, dove fa l'avvocato.
«Ci siamo visti nel giugno scorso ad Alessano - continua David - era sempre lo stesso: generoso, profondo, sensibile, affidabile. Mi fece vedere le fotografie di una ragazzina che aveva la faccia deformata da un tumore: all'altezza di uno zigomo aveva un nodulo grande quanto un mandarino. Mi disse che l'avrebbe aiutata facendola operare in un ospedale in Germania e poi le avrebbe fatto ricostruire il volto in Europa, per far questo stava raccogliendo dei fondi».
«Con Gabriele - aggiunge - parlammo dei pericoli che gli occidentali corrono nelle zone di guerra e lui mi disse che si rendeva conto di essere in pericolo, ma diceva che aveva il desiderio di raccontare quello che non si sa. Mi confessò che aveva ricevuto proposte per realizzare alcuni documentari, ma le aveva rifiutate tutte perchè i documentari non gli interessano». «Io - ripeteva - voglio documentare la miseria e la povertà in Pakistan e nel Kashmir».
Particolare questo confermato anche dall'altro suo amico d'infanzia, Maurizio Trenta, avvocato: «Gabriele - ricorda - è un anticonformista che da anni si dedica ai reportage-denuncia. Le fotografie sono la sua passione e in ogni sequenza cerca qualcosa che possa stupirlo». «E' vero - gli fa eco il parroco don Gigi - io l'ho visto crescere e già quand'era un ragazzino era portato all'osservazione delle cose: da esse riusciva a cogliere il bello e a guardarle in modo straordinario».
Roberto Buonavoglia

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