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Bari / Teatro Petruzzelli - Gli eredi Messeni Nemagna non accettano l'invito del Sindaco

Michele Emiliano sindaco Bari BARI - Gli eredi Messeni Nemagna - proprietari del teatro "Petruzzelli" di Bari - non andranno all'incontro convocato per domani dal sindaco di Bari, Michele Emiliano, che si è detto intenzionato a tentare una mediazione per avviare una trattativa di vendita del teatro dopo il decreto di esproprio approvato dal governo nei giorni scorsi. La decisione di non partecipare all'incontro è stata annunciata dagli eredi con un telegramma inviato oggi al sindaco e firmato da tutte le eredi proprietarie.
«L'incontro - ha detto l'avvocato Ascanio Amenduni che rappresenta i 3/4 della proprietà - è stato convocato ieri sera dal sindaco in modo unilaterale senza un preventivo accordo. La famiglia non si presenterà non perché non voglia incontrare il sindaco, ma perché ritiene opportuno ed auspicabile che l'incontro si svolga a Roma dinanzi al ministro del Beni culturali, Francesco Rutelli». Amenduni sottolinea, inoltre, che «più volte in questi due anni la famiglia ha sollecitato un incontro con il sindaco senza ricevere alcuna risposta». Questa «convocazione non concordata e post espropriativa - sostengono gli eredi - è bene che si tenga a Roma dinanzi al ministro, con l'auspicabile presenza dei parlamentari, nelle sale di quel ministero dove anche i muri sanno quello che accadde il 21 novembre 2002 con la firma del protocollo di intesa che rappresentò un matrimonio indissolubile per la ricostruzione e la gestione del teatro». «Chiunque sia stato infedele a quel matrimonio - affermano ancora - deve provare vergogna e imbarazzo per il colpo inferto non solo e non tanto alla famiglia quanto ai principi costituzionali dello Stato di diritto e alla affidabilità delle pubbliche istituzioni». La famiglia Messeni-Nemagna chiede quindi al sindaco di attivarsi per promuovere un incontro con il ministro.
I proprietari del teatro, quindi, tornano a chiede il rispetto del protocollo del 2002, che prevedeva la ricostruzione entro quest'anno con fondi del ministero, Regione, Provincia e Comune e affidava ad una Fondazione la gestione del "Petruzzelli" e di altri teatri pubblici baresi. Si rifiuta quindi al momento l'avvio di qualsiasi trattativa di vendita perché - dice Amenduni - una eventuale trattativa potrà essere avviata solo in condizioni di parità tra le parti e quindi dopo la mancata conversione del decreto di esproprio, non nella condizione di sudditanza nella quale si trovano ora i proprietari». Per i quali, peraltro, alla luce dell'accordo del 2002, gli inadempienti sono gli enti che avrebbero dovuto garantire la ricostruzione e che non lo hanno fatto.

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