Lunedì 17 Dicembre 2018 | 03:33

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Dirottamento su Brindisi, il biglietto aereo del turco pagato dall'Unhcr

TIRANA - E' stato l'alto commissarito per i rifugiati delle Nazioni Unite (Unhcr) a pagare il biglietto al giovane turco Hakan Ekinci che ieri, mentre era in volo verso Instanbul, ha dirottato l'aereo della Turkish Airlines: lo ha detto a Tirana il ministro albanese dell'Interno Sokol Olldashi.

MINISTRO: ERA STATO IL PIRATA A CHIEDERE DI RIENTRARE IN TURCHIA
Il ministro dell'Interno ha mostrato ai giornalisti le immagini registrate dal sistema di telecamere interne all'aereoporto di Tirana durante i controlli di sicurezza a cui è stato sottoposto Hakan Ekinci prima dell'imbarco. Le immagini dimostrano che il giovane dirottatore ha dovuto attraversare per tre volte il metal detector che continuava a segnalare la presenza di oggetti metallici addosso. L'agente della sicurezza a quel punto lo ha fatto spogliare della felpa che indossava (fatta passare attraverso lo scanner), e solo allora il metal detector ha smesso di suonare. Ekinci ha così potuto raggiungere l'area di imbarco.
«Queste immagini - ha commentato il ministro - testimoniano che le procedure di controllo all'aereoporto sono state condotte in modo rigoroso». Lo stesso ministro Olldashi ha poi puntualizzato che Hakan Ekinci era giunto in Albania il 6 maggio scorso a bordo di un volo di linea, e subito dopo aveva chiesto asilo politico sostenendo di non voler continuare il servizio militare in Turchia in quanto cristiano protestante. «Agli inizi di agosto - ha aggiunto il ministro - è stato lo stesso Ekinci a presentarsi all'ambasciata turca di Tirana chiedendo invece di tornare in patria e ricominciare a prestare servizio nell'esercito». In precedenza il ministro della Difesa Fatmir Mediu, parlando alla commissione difesa del parlamento, aveva detto che Ekinci aveva dovuto lasciare l'Albania perchè gli era scaduto il permesso di soggiorno.
Solo ieri l'ambasciata turca aveva munito il giovane del documento di identità provvisorio sostitutivo del passaporto, del quale Ekinci non era più in possesso: «Il suo documento - ha rivelato Olldashi - era stato trovato in precedenza in un albergo dal quale l'uomo si era allontanato senza pagare il conto».
Il ministro albanese, che ha ringraziato l'ambasciata d'Italia a Tirana e le autorità italiane a Brindisi «per l'assistenza prestata nel corso della crisi», si è detto certo che «quello di Hakan Ekinci è stato un gesto isolato» da parte di una persona «dall'equilibrio mentale fragile».

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