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«Sono cristiano e non voglio servire nell'esercito turco»

ISTANBUL - «Caro Papa, sono Hakan Ekinci, sono un cristiano e non voglio servire in un esercito musulmano». Così comincia la presunta lettera del dirottatore Ekinci al Papa, pubblicata in data 30 agosto 2006 sul blog http://www.blogcu.com/ «Chiedo il Suo aiuto come leader dei cristiani e del mondo cristiano. Frequento la chiesa dal 1998 ed ho trovato la giusta via in Gesù Cristo e nel Vangelo».
Ekinci afferma quindi di essere discendente da una famiglia in passato immigrata dalla Macedonia «a causa della guerra». «Come si sa - continua la sua lettera - la Turchia costringe gli immigrati ad essere turchi e musulmani» e «la mia famiglia è stata obbligata ad accettare l'identità della Repubblica turca».
«Quando sono nato, nel 1978, hanno scritto sui miei documenti 'musulmano' senza chiedere il mio parere. Nelle scuole della Repubblica turca costringono tutti a studiare morale islamica e religione perchè nelle scuole turche è proibito insegnare altre religioni. Quando ero studente a Smirne i miei insegnanti mi hanno spesso punito per il mio disinteresse verso le lezioni di religione».
«Nel 1998 ho cercato di fare un'indagine sulla mia religione di origine. Grazie ad un mio amico ho cominciato quindi a frequentare le chiese a Smirne. Nel 1999 sono stato battezzato ed ho capito che io ero un cristiano. Infatti i miei antenati in Macedonia hanno dovuto accettare l'Islam su pressione delle spade degli Ottomani. Nel mio stesso paese non ho potuto avere il diritto di essere cristiano».
«Nel 1998 - prosegue Ekinci nella lettera - sono stato chiamato a fare il servizio militare. Dovevo obbedire alla chiamata e ci sono andato. Grazie all'aiuto di Gesù Cristo, dopo 18 giorni, sono stato riformato come individuo marcio. Peccato che nel paese del diavolo, il demonio mi ha giocato un altro scherzo e mi hanno chiamato di nuovo al servizio militare affermando che la decisione di riformarmi non era giusta. Nonostante le mie proteste mi hanno costretto ad andare al servizio militare per un esercito musulmano. Ho fatto quello che non dovevo fare e sono scappato. Ho resistito e combattuto, ho cercato di spiegare la mia situazione ai miei comandanti. Ma non mi hanno dato retta e mi hanno messo in prigione due volte. Per essere cristiano ho dovuto subire pesantissime torture e violenze. Nel 2005 sono uscito, grazie alla mia fede, dall'ospedale militare di Gumussuyu con un permesso di sei mesi e sono scappato all'estero. Ma sono scappato in un altro paese musulmano, l'Albania, a Tirana, per i problemi di visto di ingresso. E ho chiesto asilo in Albania. Ora sto vivendo in un campo rifugiati dell'UNHCR dell'Onu (l'Alto commissariato Onu per i rifugiati, ndr). Ma questo paese musulmano ha buoni legami con la Turchia e vuole estradarmi in Turchia. Aiutami Papa...
«Ormai non voglio vivere più in un paese musulmano - aggiunge la lettera - non riesco più a respirare in una città musulmana. Mi salverà solo Lei, il Sommo Pontefice. Per questo motivo mi consegno a Lei. E La prego di darmi il suo aiuto per amore del Cristianesimo e del Padre del Figlio e dello Spirito santo».
«Spero che Lei prenderà la mia mano. Porgendo il mio amore bacio le Sue mani». Hakan Ekinci».

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