Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 19:43

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Il top gun italiano: così l'ho intercettato a 2.000 chilometri l'ora

ROMA - A 2.000 chilometri all'ora verso un aereo dirottato, che poi è regolarmente atterrato: «tutto si è svolto senza problemi, ma quando ti alzi in volo - ammette il capitano Francesco Miranda, il pilota dell'F16 che ha intercettato il velivolo turco - non sai mai cosa ti spetta».
Miranda, 28 anni, di Ercolano (Napoli), in servizio allo Stormo di Trapani, è in Aeronautica da dieci anni e non è la prima volta che effettua uno scramble, cioè un decollo su allarme per intercettare un aereo sospetto. «Ma questa volta - ammette - la scarica di adrenalina è stata forse ancora più forte».
«Poco dopo le 17 - racconta - è suonata la sirena, che per noi significa ordine di decollo immediato. In pochissimi minuti ero già in volo, da solo. Mi sono stati forniti subito i dati dell'intercettazione, che parlavano di un aereo civile non identificato, al largo della Puglia, diretto verso la costa. Tutta l'intercettazione è stata effettuata in 'supersonicò, cioè a una velocità variabile tra i 1.800-2.000 chilometri orari. Dopo 10-15 minuti ero sul punto».
Il top gun ha quindi «identificato visivamente il velivolo, un aereo civile 737 turco, e comunicato i numeri delle matricole. Ero vicino, molto vicino - racconta - ma l'ordine era di scortarlo, senza affiancarsi: mi trovavo sotto, dietro, perchè mi era stato detto di non serviva farsi vedere». «Il 737 è quindi atterrato regolarmente all'aeroporto di Brindisi, senza fare nulla di strano», ha aggiunto Miranda, sottolineando di essere rimasto sempre in contatto «con le autorità militari, a loro volta in collegamento con quelle politiche». «Sono rimasto in zona ancora per una quindicina di minuti, volando basso: l'aeroplano era fermo in pista e non si è mai mosso. Potevo vederlo benissimo e riferivo tutto via radio al mio comando. Poi mi è stato detto che potevo tornare alla base. A quel punto la mia missione è finita: tutto è durato meno di un'ora».
Paura? «Nel momento in cui c'è l'allarme può essere di tutto: dall'aereo con problemi alla radio al dirottamento. Questa volta sapevo che la situazione era reale e quindi c'è sempre un po' di tensione, l'adrenalina è alle stelle. Ma ci addestriamo tutti i giorni a ogni evenienza, anche al peggio».

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