Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 18:35

GDM.TV

La vicenda: arrestato dopo due delitti ed un biglietto di sfida firmato «il mostro»

PERUGIA - Luigi Chiatti, che oggi ha beneficiato dell'indulto, venne arrestato dalla polizia il 7 agosto del 1993 subito dopo avere ucciso Lorenzo Paolucci, che aveva 13 anni, a Casale, una piccola frazione della montagna folignate.
Omicidio che avvenne nell'abitazione di campagna dei genitori adottivi del geometra (abbandonato in orfanotrofio dalla madre, subito dopo la nascita). Chiatti - emerse dalle indagini - colpì ripetutamente Lorenzo Paolucci con un coltello da cucina mentre i due, amici, stavano giocando. Cercò poi di nascondere il cadavere gettandolo in una scarpata adiacente alla casa lasciando però evidenti tracce di sangue. Il corpo di Lorenzo venne quindi ritrovato nel corso delle ricerche avviate da amici e familiari dopo che il ragazzo non era tornato a casa.
Controlli ai quali partecipò lo stesso geometra, bloccato proprio per le tracce lasciate. «L'ho fatto - spiegò poi - perchè ero invidioso e lui continuava a vincere a carte». Ma successivamente cambiò versione. «E' stata una scintilla - disse - che mi ha spinto a colpire. Non avevo più davanti Lorenzo, ma i miei problemi».

Chiatti venne quindi accusato anche di avere ucciso, il 6 ottobre del 1992, Simone Allegretti, quattro anni, dopo averlo fatto salire a bordo della sua auto mentre il bambino stava giocando davanti a casa, nelle campagne di Foligno. Lo portò nell'abitazione dei genitori, in città, dove lo molestò sessualmente per poi ucciderlo (prima strangolandolo, poi colpendolo con un temperino) per la paura di essere scoperto.
Portò quindi il cadavere lungo la strada che conduce alla montagna folignate lasciandolo in una scarpata. Fu poi lo stesso Chiatti a far ritrovare il corpo con una telefonata anonima da una cabina. Qui gli investigatori recuperarono un biglietto con frasi di sfida nei loro confronti firmato «il mostro».

Al termine del processo di primo grado, il 28 dicembre del 1994, il geometra folignate venne condannato all'ergastolo essendo stato ritenuto pienamente capace di intendere e di volere. In appello, l'11 aprile del '96, la pena venne ridotta a 30 anni di reclusione dopo il riconoscimento della seminfermità di mente. Sentenza confermata in maniera definitiva dalla Cassazione il 4 marzo del 1997 che aveva rilevato come le ragioni alla base della decisione di secondo grado fossero ancorate «a fatti specifici riguardanti la vita dell'imputato caratterizzata fin dalla tenera infanzia da carenze affettive e molteplici frustazioni».
Nel carcere di Prato dove è detenuto si recano spesso i suoi genitori adottivi che hanno comunque sempre evitato qualsiasi contatto con i giornalisti.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

MULTIMEDIA

Strasburgo: gli spari, i morti, i blitz, la gente in fuga

Strasburgo: gli spari, il morto, i blitz, la gente in fuga

 
Calendario, l'uomo e la tecnologia

Calendario, l'uomo e la tecnologia

 
Bisceglie, topo in ospedale sulla porta del reparto Infettivi

Bisceglie, topo in ospedale sulla porta del reparto Infettivi  
Sindaco: «Indagheremo»

 
Calendario, storie e immagini

Calendario, storie e immagini

 
Rivivi la  "Mangusta" interforze

Rivivi la "Mangusta" interforze

 
Noi siamo la Marina: gli incursori

Noi siamo la Marina: gli incursori

 
Calendario, palombari e incursori

Calendario, palombari e incursori

 
Bari - Troina: il punto con La Voce Biancorossa, la diretta del prepartita

Bari - Troina: il punto con La Voce Biancorossa, diretta prepartita

 
Corrieri della droga: con i bus di linea da Milano la portavano in Puglia

Sui bus di linea da Milano in Puglia con la droga in valigia: 22 arresti VIDEO

 
Cristina, da Laterza a La Spezia e ritorno per fare la ciabattina

Cristina, 37 anni, da Laterza a La Spezia e ritorno per fare la «ciabattina»

 
Sede Casapound sequestrata, il gip: «Pericolo nuove aggressioni fasciste»

Sede Casapound sequestrata, il gip: «Pericolo nuove aggressioni fasciste»

 
Parco del Gargano, 6 anni dopo la sentenza, demolita le darsene abusive

Parco del Gargano, 6 anni dopo la sentenza, demolite le darsene abusive