Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 21:15

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Bari - Alla Fiera "Mediterre" i ministri dell'agricoltura di Libano, Siria e Malta

Libano BARI - «La pace nel Mediterraneo può essere costruita attraverso il partenariato, attraverso i buoni rapporti e le buone relazioni»: è quanto ha detto il ministro dell'Agricoltura del Libano, Talal Sahali, che oggi ha incontrato i ministri dell'Agricoltura della Siria, Adel Safar, e di Malta, George Pullicino, ospiti di un convegno organizzato dalla Regione Puglia nell' ambito della quarta edizione di Mediterre, la Fiera dei Parchi del Mediterraneo.
Gli ospiti sono stati accolti dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e dall' assessore regionale della Puglia al Mediterraneo, Silvia Godelli.
Nel pomeriggio incontro dei ministri all' agricoltura di Siria, Malta e Libano, con il ministro all'Agricoltura italiano, Paolo De Castro.
Durante il suo intervento, il ministro Sahali ha voluto sottolineare la posizione assunta dall' Italia durante il recente conflitto: «nella conferenza di Roma - ha detto - c'è stata una netta posizione italiana per quanto riguarda il cessate il fuoco proprio nello stesso momento in cui gli Stati Uniti non dichiaravano questa volontà e continuavano a sostenere Israele nel loro attacco contro il Libano».
«Dopo l' attacco di Israele in Libano, partendo dalla conferenza di Roma per arrivare alla conferenza di Stoccolma, il governo italiano - ha sostenuto Sahali - ha sempre mostrato una posizione solida di aiuto concreto nei confronti del Libano. Così come dimostrato dall' invio del contingente militare nel sud del Libano per poter riportare pace in questo territorio». Una pace che, secondo il ministro libanese, deve «essere basata sulla giustizia». E l' Italia da questo punto di vista può svolgere «un ruolo fondamentale». «Ecco perché - ha concluso Sahali - guardiamo ad un futuro di pace, di rispetto reciproco, di buone relazioni tra tutti i paesi Mediterranei e soprattutto con l' Italia, un futuro che si basi su interessi reciproci».
Vendola ha ricordato che la maggior parte dei soldati che si trovano in missione in Libano sono pugliesi che «vivono come sentinelle di pace e noi - ha aggiunto - siamo orgogliosi di una missione che sta cambiando il corso delle cose nel mondo». «L' Italia e l' Europa - ha aggiunto Vendola - finalmente escono da un lungo letargo e cominciano a prendersi cura di quel Medio Oriente che da troppo tempo vive in un incendio su cui troppi hanno buttato benzina».

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