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Unioncamere Basilicata - «Nel 2006 consumi stagnanti»

Commercio, mercato POTENZA - «Le ultime stime di Unioncamere indicano per il 2006 una tendenziale stagnazione dei consumi in Basilicata, confermando le difficoltà di uscita dell'economia regionale dalla lunga fase recessiva». Lo ha detto il presidente di Unioncamere Basilicata, Pasquale Lamorte, sulla base dell'ultimo rapporto del Centro Studi dell'Ente sull'andamento del commercio nel primo semestre 2006.
«Il reddito disponibile - ha aggiunto Lamorte - continua a crescere a tassi molto contenuti, e ciò si riflette inevitabilmente sulla capacità di spesa e di risparmio delle famiglie lucane, che continua a manifestare scarsi segnali di crescita. Ciò condiziona negativamente il fatturato degli esercizi di commercio; quelli al dettaglio anche nella prima metà del 2006 hanno accusato una flessione, e non va molto meglio per le medie aziende».
«Solo la grande distribuzione organizzata - ha concluso Lamorte - continua a mostrare trend positivi. Negativi anche i dati riferiti all'occupazione nel comparto commerciale, mentre una timida speranza è data dal migliorato clima di fiducia tra gli operatori rispetto al 2005, e dagli investimenti crescenti per ottimizzare l'organizzazione e la vendita, nonchè dal ricorso all'adesione ai gruppi di commercio organizzati».
Ancora negativo è il bilancio delle vendite al dettaglio, mentre prosegue la crisi degli esercizi specializzati, alimentari e non. Sono sempre in crescita le vendite di ipermercati, supermercati e grandi magazzini (forme di vendita del canale moderno), sebbene in decelerazione rispetto al 2005 e decisamente lontani dai ritmi di crescita sperimentati nel triennio 2001-2003.
È proprio la minore diffusione relativa del canale moderno della distribuzione commerciale in Basilicata che spiega, quindi, i peggiori risultati in termini di fatturato conseguiti dal settore a livello regionale rispetto al resto del Paese. Tuttavia, sulla base delle aspettative formulate dagli operatori commerciali, i prossimi mesi dovrebbero segnare, se non una ripresa - che ha già iniziato a manifestarsi, se pur debolmente, a livello nazionale - quantomeno un progressivo esaurimento del trend negativo.
Solo la grande impresa incrementa il giro d'affari, soprattutto nella Grande Distribuzione Organizzata (GDO). I risultati più deludenti si registrano tra le piccole e medie imprese: quelle fino a 5 addetti, in particolare, mentre in quelle di medie dimensioni (da 6 a 19 addetti) la riduzione del fatturato è stata molto più contenuta. Per contro, nei punti vendita di grandi dimensioni (con un numero di addetti pari o superiori a 20 unità) il fatturato ha registrato un incremento medio, nella prima metà dell'anno, dell'1,0% (in attenuazione rispetto al +1,7% dell'intero 2005).
L'intero incremento del giro d'affari nel canale moderno (supermercati, grandi magazzini, ipermercati) è imputabile ai punti vendita di grandi dimensioni, non rilevandosi segnali positivi dalle imprese despecializzate di medie dimensioni. Inoltre, tutto il comparto specializzato alimentare, a prescindere dalle superfici di vendita, accusa flessioni del fatturato.

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