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Iraq - Annunciato l'arresto del capo del gruppo armato "Ansar al-Sunna"

BAGHDAD (Iraq) - Le autorità irachene hanno annunciato l'arresto del leader del gruppo armato Ansar al-Sunna, insieme ad altri due suoi collaboratori. La notizia è stata diffusa dalla televisione irachena.
L'arresto è avvenuto nella città di Muqdadiya, circa 88 chilometri a nord di Baghdad, precisa l'emittente.
Ansar al Sunna è strettamente collegata ad al Qaida in Iraq. Iraq - Terroristi terrorismo Ansar al Sunna

Ansar al-Sunna (Seguaci della Sunna, ossia della tradizione e dei precetti del Profeta), il gruppo al quale è stata annunciata oggi la cattura del leader Muntasir al Jibouri, è un'alleanza di gruppuscoli integralisti islamici legati ad Al Qaida, che annunciò la propria formazione alcuni mesi dopo il rovesciamento del regime di Saddam Hussein nell'aprile del 2003. Da allora si è assunta la responsabilità di numerosi e sanguinosi attacchi in Iraq.
Inizialmente veniva ritenuto una frangia del gruppo Ansar al-Islam, indicato come cellula in Iraq di Al Qaida, e come esso formato da fondamentalisti musulmani sunniti e considerato vicino al wahabismo, culla dell'ortodossia musulmana. Si ritiene che le sue basi principali siano nel Nord del Paese, nel Kurdistan iracheno.
Una delle prime azioni rivendicate dal gruppo è stato il massacro nell'agosto 2004 di 12 operai nepalesi, uno dei quali fu sgozzato e l'esecuzione mostrata in un video diffuso sul web. In precedenza, il primo febbraio, due attacchi suicidi di cui Ansar al Sunna si è assunto al responsabilità avevano provocato la morte di circa 100 persone nelle sedi del Partito Democratico del Kurdistan e dell'Unione Patriottica del Kurdistan, a Erbil. Il 27 febbraio precedente lo stesso gruppo aveva rivendicato l'uccisione di oltre mille persone in un totale di 285 attacchi in varie località dell'Iraq.
Il 5 luglio 2004, sempre per propria ammissione, avrebbe provocato almeno 15 morti e oltre 50 feriti con un'autobomba nel villaggio di Khalis, a Nord di Baghdad. Il giorno prima, aveva smentito la decapitazione del marine americano di origine libanese Wassef Ali Hassun, che fu liberato il 6 luglio dopo aver promesso di non tornare a far parte dell'esercito Usa. Il 16 settembre Ansar Al Sunna annunciò di aver rapito e decapitato tre camionisti arabi «al servizio degli americani».
Il 12 ottobre fu decapitato lo sciita Ala Al Malik «legato alla cosiddetta corrente (sciita) Al Sadr» della quale si denunciava «un complotto con gli americani a danno dei sunniti».
I "Seguaci dei precetti del Profeta" hanno anche rivendicato l'attacco del 21 dicembre 2004 contro una base militare Usa a Mossul che ha causato la morte di 22 persone, tra i quali 14 soldati americani. In seguito si sono assunti la responsabilità dell'attacco con autobomba a Baghdad nei pressi della sede del partito del premier Iyad Allawi, che il 3 gennaio 2005 ha ucciso tre persone, due dei quali poliziotti, oltre al kamikaze.
In gennaio altre due rivendicazioni: il 20 l'uccisione di due stranieri, uno svedese e un britannico, avvenuta a Beiji, nella zona centrale dell'Iraq, e il 22 l'assassinio di 15 soldati iracheni, il cui rapimento a ovest di Baghdad era stato rivendicato sette giorni prima.
Il 4 febbraio Ansar al Sunna dichiara di aver ucciso 29 agenti e fatto sette prigionieri, in un agguato del giorno precedente nella zona di Abu Ghraib contro un convoglio di 50 uomini della Guardia nazionale. Secondo la polizia, nell'agguato erano rimasti uccisi due agenti e altri 36 risultavano dispersi.
L'8 marzo scorso il gruppo ha rivendicato su internet l'attentato suicida messo in atto il giorno prima a Balad, a nord di Baghdad, con un'autobomba che aveva ucciso 15 poliziotti.
Il 4 maggio, a Erbil, un kamikaze si fa saltare in aria tra decine di giovani in fila di fronte a una sezione del Partito democratico curdo (Pdk) di Massoud Barzani utilizzata come centro di reclutamento della polizia, provocando almeno 60 morti e oltre 150 feriti. Ansar al-Sunna rivendica la strage.
E ancora, l'11 maggio, il gruppo rivendica su internet l'attentato compiuto a Tikrit con una autobomba che provoca 38 morti e 84 feriti. Ad ottobre mette in internet il video della decapitazione di «due spie» irachene al servizio degli americani. Nel gennaio 2006 rivendica il rapimento di due ingegneri tedeschi, liberati poi dopo 13 settimane.
L'ultimo messaggio del gruppo risale a pochi giorni fa, quando su internet ha minacciato gli occidentali e in particolare Roma, in seguito alle parole del Papa Benedetto XVI considerate offensive per l'Islam. «È vicino il giorno in cui gli eserciti dell'Islam distruggeranno le mura di Roma», ha affermato Ansar al Sunna in un comunicato indirizzato genericamente ai «crociati».

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