Martedì 11 Dicembre 2018 | 05:09

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Scandalo intercettazioni Telecom - Tavaroli, l'ex n° 1 della security, aveva un "filo diretto" con l'amministratore delegato

Telecom - Carlo Buora MILANO - «Giuliano Tavaroli non riferiva al presidente di Telecom, Marco Tronchetti Provera, ma all'amministratore delegato Carlo Buora (nella foto). Basta leggere l'organigramma di Telecom per capirlo»: lo ha detto, al termine dell'interrogatorio di convalida dell'arresto, davanti al giudice per le indagini preliminari Paola Belsito, l'avvocato Massimo Dinoia, legale dell'ex capo della security di Telecom.

«Respingo tutte le accuse, sono innocente su tutti i reati» avrebbe affermato l'ex capo della security di Telecom, Giuliano Tavaroli, davanti al giudice Belsito, nell'ambito dell'interrogatorio di convalida dell'arresto, durato circa tre ore e mezzo. Secondo quanto riferito dai legali di Tavaroli, gli avvocati Massimo Dinoia e Nicolò Pelanda, Tavaroli avrebbe fornito chiarimenti «senza fare nessuna ammissione in merito alle accuse».
In sostanza, l'ex manager di Telecom avrebbe sostenuto di non sapere in che modo Emanuele Cipriani, il capo dell'agenzia investigativa Polis d'Istinto, anch'egli arrestato nell'ambito della stessa indagine, compisse le sue indagini per raccogliere informazioni, in particolare su aspiranti dipendenti Telecom e Pirelli.
L'avvocato Dinoia ha poi voluto precisare che «non esiste nessuna intercettazione illegale contestata dalla Procura». E in riferimento al decreto di attuazione immediata relativo alla pubblicazione di intercettazioni, emanato oggi dal Governo, il legale ha commentato: «Il ministro Mastella non si faccia traviare da qualche titolo di giornale che parla di intercettazioni».
Secondo quanto spiegato dai suoi avvocati, l'ex manager della sicurezza Telecom arrestato mercoledì scorso ha fornito una «consulenza tecnica, in seguito agli attentati di Londra, richiestagli da Telecom sulla base della sua enorme esperienza antieversione. Anche l'Italia si trovava a rischio attentati e a lui fu chiesta una consulenza, iniziata a fine settembre del 2005 e cessata nel gennaio del 2006».
Oggi alcuni articoli di stampa parlavano di un documento firmato da Tavaroli e dall'ex Ad di Telecom, Carlo Buora, davanti a un notaio in assenza di testimoni, in cui all'ex manager della security, al tempo già indagato e in aspettativa, venivano concessi poteri eccezionali e la possibilità di firmare documenti a nome di Telecom Italia Spa.

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