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La chiave di volta ora è il viaggio in Turchia

GINEVRA - Le scuse non sono necessarie, «la vera rettifica» dovrà essere il viaggio previsto in Turchia. Una visita che il Papa deve assolutamente compiere,afferma il professore di studi islamici Tariq Ramadan in un'intervista.
Ricercatore al St.Anthony College (università di Oxford) membro della task force sull'estremismo islamico creata dal premier britannico Tony Blair, Ramadan è tuttavia molto severo con il Papa Ratzinger: non per «quanto dice sulla Jihad citando Manuele II», ma sul «vero sensò dell'erudita conferenza del Pontefice a Ratisbona.
Il Papa ha detto che «l'Europa è in primo luogo cristiana. Questo punto è più fondamentale di tutto il dibattito sulla violenza, che è marginale nella sua conferenza». E «quando il Papa riduce il passato dell'Europa al razionalismo greco e alla tradizione cristiana, «foggia un passato che non corrisponde alla realtà. E' problematico»,afferma il professore svizzero, nipote di Hassan al Benna, fondatore dei Fratelli musulmani. Che aggiunge: «Per non guardare o vedere l'Europa plurale di oggi, il Papa foggia un passato che non corrisponde alla realtà». Per Ramadan quindi, «i musulmani che chiedono le scuse del Papa sulla questione della Jihad non affrontano la questione di fondo».
D: Il Papa si è stato capito male o si è espresso male? R: Il discorso del Papa è una conferenza globale su fede e ragione. Nel corso della riflessione compie un'inciso sulla questione della violenza per spiegare che sul piano religioso la violenza si oppone alla razionalità ed ad una fede capita alla luce della razionalità. Per dimostrarlo usa una citazione del XIV secolo che mette in evidenza due cose: che nel cristianesimo c'è una relazione singolare tra la tradizione greca e il cristianesimo e che l'Islam non avendo la stessa relazione alla ragione ha un'altra relazione alla violenza. La citazione di Manuele II (che associa Islam e violenza e che ha scatenato la collera dei musulmani) è un po' maldestra, ma l'essenziale della sua riflessione non riguarda la Jihad.
D: Quale era quindi il messaggio del Papa? R: Per il Papa la tradizione europea è fondata sulla razionalità greca e la tradizione religiosa cristiana. Ratzinger ha voluto trasmettere due messaggi: il primo messaggio insiste sul carattere inevitabile del cristianesimo nell'identità europea ed è un monito ai laici che promuovendo il sapere senza la fede rischiano di tagliare l'Europa dalle sue radici e dalla comunicazione con le altre religioni. Il secondo messaggio è per i musulmani ed afferma che il rapporto dell'Islam con la ragione e la razionalità è completamente diverso ed è quindi fuori dall'identità fondamentale europea.La base europea è greca e cristiana. L'islam è fuori. Questa visione corrisponde alle posizioni espresse dall'allora cardinale Raztinger, contrario all'integrazione della Turchia nell'Unione europea.
D: E' d'accordo? R. Citare Ibn Hazm per dire che l'Islam non ha lo stesso rapporto con la razionalità è scientificamente, storicamente e spiritualmente sbagliato. C'è più razionalità nella spiritualità musulmana che non nella Trinità cristiana che resta per definizione misteriosa all'ordine della ragione (...). Inoltre, l'Europa non ha necessariamente bisogno di un dialogo con le altre religioni ma con se stessa. Deve riappropriarsi la diversità del suo passato con l'idea di poter gestire l'imperativo pluralista del suo futuro. Quel che opera il Papa -ma non è solo, molti movimenti, la destra e l'estrema destra lo fanno - è una riduzione dell'Europa ad un'idea del passato immaginaria: siamo cristiani, greci, romani e di tradizione ebraica, ma non è così. E' una riduzione del passato che illustra bene la visione che ha dell'avvenire. Per non guardare o vedere l'Europa plurale di oggi, il Papa foggia un passato che non corrisponde alla realtà. E' sbagliato scientificamente e storicamente. E' questo il dibattito fondamentale.
D: Come spiega la violenza delle reazioni alle parole del Papa? R: Ci sono state reazioni sincere (..) e poi ci sono coloro che traggono profitto. C'è stata strumentalizzazione da parte di gruppi nel mondo musulmano e da parte di governi: quando si priva il popolo di libertà, la cosa più facile da fare è di lasciare la gente manifestare contro le caricature danesi e contro il Papa. Ma è pericoloso. Inoltre si spinge la gente a manifestare in modo violento che non sono i fedeli di una religione violenta.
D: come giudica l'iniziativa diplomatica del Vaticano per placare le reazioni? R: Bene, ma non basta fornire spiegazioni alle 'elitè: ènecessario un lavoro di base a livello della popolazione. Il Papa ha fatto quel che doveva fare. Adesso è necessario un massimo di rapporti con musulmani di riferimento. E' molto importante che si rechi in Turchia. La vera rettifica saràquesta. In un faccia a faccia con i musulmani. Anche se potrebbero esserci manifestazioni, penso che sarà molto importante che ci siano parole di chiarezza, saggezza e apertura. Forse sarà necessario rinviare un po' la visita, ma deve assolutamente recarsi in Turchia.
D: Anche se ci sono divergenze sull'Unione Europea? R: La Turchia deve accettare il dibattito. I rapporti hanno oggi bisogno del carattere ragionevole della nostra relazione, fondata sul reciproco rispetto, e del carattere critico del nostro dialogo.
Silvana Bassetti

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