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Arresti a Taranto - Il procuratore: «A certe meraviglie non ci si abitua mai»

TARANTO - «A certe meraviglie non ci si abitua mai». E' il commento del procuratore di Taranto, Aldo Petrucci, che, a proposito dell'arresto di sette dirigenti del Comune di Taranto e di due imprenditori nell'ambito di una indagine sulla gestione del parco pubblico Cimino, ha parlato di un «rapporto deviato» tra il Comune e la società Day service che gestiva il parco. Petrucci ne ha parlato in una conferenza stampa nella quale ha illustrato i particolari dell'inchiesta «Mi sono meravigliato inizialmente - ha affermato Petrucci - che addirittura acqua e luce per attrezzature proprie della "Day service" venissero pagate dal Comune. Se anche a livello di comunicazione e formazione dell'opinione pubblica non si trasmette l'idea che se ti dò un bene in gestione, qual è il parco, devi pagare tu luce e acqua, allora si arriva a quello che abbiamo scoperto». Petrucci ha sottolineato che l'inchiesta, condotta dal pm Pietro Argentino, è ancora aperta e che «c'è ancora una montagna di carte da esaminare».
Petrucci ha riferito che i numerosi capi di imputazione a carico degli arrestati (accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni del Comune di Taranto, turbativa d'asta, falso in atto pubblico e abuso d'ufficio) riguardano la gestione del rapporto instaurato fra l'ente locale e la 'Day servicè. «Rispetto all'accordo iniziale - ha detto il procuratore - c'è stata una deviazione nella vita di questo rapporto. L'atto di affidamento alla "Day service" era senza oneri per il Comune, poi strada facendo tutti gli oneri si sono scaricati sul Comune, anche i lavori fatti abusivamente. Qualche fattura portata in pagamento al Comune riguardava la fornitura di beni o prestazioni di servizi non per il parco Cimino ma per altro. E' come se ad un certo punto l'apparato amministrativo avesse dimenticato i cancelli posti nel disciplinare di affidamento».
Petrucci ha aggiunto che i pagamenti alla "Day service" venivano programmati: già nel 2001 si scriveva che le fatture sarebbero state pagate a partire dal 2004, così com'è poi avvenuto per un esborso comunale di circa cinque milioni di euro. Nel 2005 un dirigente comunale, con un ordine integrativo, aveva modificato radicalmente il contratto di affidamento alla "Day service" stabilendo sostanzialmente che a carico del Comune sarebbe andata una serie di voci con effetto retroattivo dal 6 novembre 2001. Un ordine integrativo che di recente il Comune di Taranto, attraverso il suo ufficio legale (l'ente locale è commissariato dal marzo scorso), ha annullato per autotutela.

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