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Puglia e Basilicata nella maxi missione commerciale con il premier in Cina

Piazza Tienanmen a Pechino ROMA - Il presidente del Consiglio Romano Prodi, che la guiderà, l'ha definita «la più grande missione istituzionale ed imprenditoriale mai organizzata dal nostro Paese». E del resto i numeri della "spedizione" in Cina messa a punto da Confindustria, Ice ed Abi, che la prossima settimana partirà alla conquista del mercato più grande del mondo, parlano da soli: oltre 500 imprenditori e operatori in rappresentanza del made in Italy; 3.700 incontri bilaterali già programmati con altrettanti possibili partner cinesi; delegazioni di 12 Regioni (Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia e Toscana) e di numerose associazioni di categoria, come Confartigianato, Cna e Confapi. Il tutto innestato su rapporti commerciali che parlano di un export italiano verso Pechino che viaggia su ritmi di incremento di oltre il 18% e che nel 2005 ha sfiorato i 7 miliardi di dollari, trainato soprattutto dalle vendite di macchinari, macchine utensili, prodotti per la siderurgia e tessili.
Dopo meno di due anni dalla precedente missione - realizzata nel dicembre 2004 sotto l'egida del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi - il sistema Italia torna quindi ad affacciarsi in Cina con la volontà di migliorare i già buoni rapporti fra i due Paesi e di incrementare ulteriormente la presenza italiana in terra d'Oriente.
A rappresentare l'industria italiana, il gotha del sistema delle imprese e delle banche: dal presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo a quello dell'Abi Corrado Faissola, dal presidente e dall'a.d. di Banca Intesa Giovanni Bazoli e Corrado Passera al presidente dell'Ice Umberto Vattani. Il sistema-Italia al gran completo, pronto ad affrontare la sfida del più vasto mercato del pianeta. La Cina infatti, con un tasso di crescita 2005 del 9,9%, con investimenti all'estero che hanno superato i 181 miliardi di dollari e con previsioni per quest'anno di un aumento del Pil del 10,1%, viaggia a ritmi 5 volte maggiori dell'Europa e deve essere considerata l'economia mondiale emergente.
Le 1.428 imprese italiane già presenti sul mercato cinese, non possono dunque bastare alle ambizioni del nostro sistema industriale. Anche perché per l'83% è rappresentato da grandi gruppi. Spazi - come sottolineato dal ministro del Commercio Internazionale Emma Bonino, che parteciperà alla missione - «ce ne sono ancora e sono enormi», soprattutto per le nostre piccole e medie imprese. In particolare la destinazione degli investimenti industriali italiani è soprattutto rivolta verso le aree più attrezzate del Paese, ma progressivamente più costose e competitive, come la municipalità di Shanghai e le Province di Jangsu e del Guangdong. Quasi assenti invece gli investimenti del made in Italy nelle zone costiere come Tianjin e le Province dello Zhejiang e dello Shandong e del Fujian.
Mirate dunque le tappe della trasferta cinese: quella istituzionale a Pechino, che prevede gli incontri fra Prodi e il Presidente della Repubblica Hu Jintao e il primo ministro Wen Jiabao; e quelle economico-industriali di Canton, Nanchino, Tianjin e Shanghai.
A Canton lo stesso Prodi inaugurerà la Fiera Internazionale delle Piccole e Medie Imprese, dove 290 aziende italiane saranno presenti negli spazi allestiti dalle Regioni e 90 in stand autonomi. Sempre a Canton è in programma la firma di un'intesa di collaborazione fra Confindustria e il Governo della provincia di Guangdong, regione che, insieme a quella di Jangsu, attrae circa il 50% degli investimenti stranieri. L'accordo segue quello del 2004, siglato da Confindustria proprio con la provincia di Jangsu. A Shanghai e Nanchino sono invece previste le firme di importanti accordi industriali fra Fiat e Saic Group e fra Iveco e Nac.
Nel corso della missione poi Banca Intesa festeggerà i 25 anni di presenza in Cina, con un seminario a Canton cui prenderanno parte il presidente Bazoli e l'a.d. Passera.
Quasi a simboleggiare l'importanza che il Governo e il sistema imprenditoriale italiano attribuiscono alla missione in Cina, alla Fiera di Canton verrà esposta, per la prima volta al'estero, la Coppa del Mondo vinta dalla nazionale di calcio azzurra ai recenti Mondiali di Germania. Simbolo di un primato che il sistema-Italia vuole riconfermare anche nelle relazioni economico-industriali con Pechino.

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