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La biografia di Edward Curtis

Edward Curtis Edward Curtis - nato nel 1868 nel Wisconsin, uno stato rurale degli Stati Uniti centro-settentrionali - deve indubbiamente aver avuto contatti con i Native Americans anche se non ci sono documenti che ci parlino di eventuali influenze degli Indiani su di lui da bambino. Curtis costruì la sua prima macchina fotografica all'età di 12 anni e fu così che, senza rendersene conto, si imbarcò nella carriera di fotografo. A 17 anni divenne apprendista fotografo, imparando presto le tecniche fondamentali e in breve tempo diventando un fotografo professionista.
Nel 1892, Curtis, dando in pegno la casa di famiglia, investì i propri guadagni in una quota di un piccolo studio fotografico a Seattle. Ben presto si impose come miglior fotografo di Seattle, successo che gli diede una nuova libertà economica e gli permise di trascorrere del tempo lontano dallo studio per dare sfogo alla sua passione per i grandi spazi aperti. In queste sue esplorazioni, ebbe modo di incontrare piccoli gruppi di Native Americans che continuavano a mantenere alcuni aspetti della loro vita tradizionale.
Queste esperienze portarono Curtis ad avviare, nel 1906, un'impresa che lo avrebbe impegnato nei successivi 25 anni: si trattava di un progetto che riguardava la creazione del suo "magnum opus", "The North American Indian", un'opera in venti volumi e venti "portfolio" realizzati a mano. Ogni collana contiene oltre 2.200 fotografie originali con il relativo testo molto dettagliato. Non si può non celebrare l'enormità dell'impresa realizzata da Curtis: infatti, non solo scattò decine di migliaia di negativi in tutto l'Ovest degli Stati Uniti e del Canada, ma fu anche il principale etnografo del progetto, reperendo inoltre i fondi necessari, facendo da editore ed amministratore.
Il progetto "The North American Indian" - nonostante il suo inestimabile contributo al mondo dell'arte, della fotografia, dell'etnografia e dell'editoria libraria - quasi uccise Curtis. Perse la famiglia, ebbe un tracollo finanziario e ne soffrì anche la sua salute. Nel 1930 Curtis era un uomo finito e visse il resto della sua vita nell'oscurità, fino alla sua morte nel 1952.

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