Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 18:42

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L'Iran assicura piena collaborazione per l'embargo di armi al Libano

TEHERAN - Dopo quella della Siria, Kofi Annan ha avuto anche una promessa dall'Iran di volere cooperare pienamente per l'applicazione della risoluzione 1701 per la pace in Libano. Uno dei due argomenti chiave, insieme al programma nucleare iraniano, della visita che il segretario generale dell'Onu ha cominciato oggi a Teheran.
Il portavoce di Annan, Ahmad Fawzi, ha detto all'agenzia Reuters che il ministro degli Esteri iraniano, Manuchehr Mottaki, ha concluso il suo colloquio con il segretario con una promessa di «piena cooperazione». Una cooperazione che, stando alla stessa fonte, dovrebbe estendersi anche al paragrafo 15 della risoluzione, quello che concerne l'embargo dei rifornimenti di armi alle milizie sciite dell'Hezbollah (Partito di Dio), alleate di Teheran. «Il segretario generale ha fatto riferimento al paragrafo 15», ha assicurato Fawzi.
L'Iran, che insieme alla Siria agli inizi degli anni '80 ha creato le milizie sciite, nel pieno della guerra civile libanese, assicura oggi di dare un sostegno soltanto morale a Hezbollah. Affermazioni di innocenza che però non sono sufficienti per rassicurare l'Occidente.
Il segretario generale è arrivato in Iran dopo soste in Libano, Israele, Siria e Qatar. Durante i suoi incontri nella Repubblica islamica - uno dei quali domani con il presidente Mahmud Ahmadinejad - è probabile che Annan chieda anche l'aiuto di Teheran per assicurare la liberazione di due militari israeliani il cui sequestro da parte dei miliziani di Hezbollah, il 12 luglio, è stata la causa scatenante della guerra di un mese.
Ma argomento centrale dei colloqui sarà anche il programma nucleare iraniano, due giorni dopo la scadenza posta dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu all'Iran - che lo ha ignorato - per la sospensione dell'arricchimento dell'uranio. Il segretario generale delle Nazioni Unite, che in un'intervista a "Le Monde" ha esortato la comunità internazionale ad avere «pazienza» con l'Iran, ha detto di avere avuto «ottime e costruttive discussioni» con il capo negoziatore iraniano, Ali Larijani, che ha visto dopo Mottaki. Niente di più preciso, tuttavia, mentre si attende un incontro probabilmente decisivo che lo stesso Larijani ha in programma la settimana prossima in Europa con l'Alto rappresentante per la politica estera comune e la sicurezza della Ue, Javier Solana. Proprio mentre Annan atterrava a Teheran, l'ambasciatore iraniano presso l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), Ali Asghar Soltanieh, affermava in un'intervista alla televisione che «senza dubbio l'Iran rivedrà la sua cooperazione con l'Aiea e il Trattato di non proliferazione nucleare» se il Consiglio di Sicurezza dovesse decidere sanzioni. Mentre da parte sua il vice ministro degli Esteri per gli affari economici, Ali Reza Sheikh Attar, avvertiva che ogni sanzione che venisse applicata contro l'Iran, «danneggerebbe gli interessi dei Paesi grandi consumatori di petrolio» a causa di «un'impennata» del prezzo del greggio. Ahmadinejad ha infine ribadito che Teheran «non arretrerà di un millimetro» sul suo programma nucleare.
Alberto Zanconato

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