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Le navi italiane a «velocità di crociera» verso Tiro

ROMA - «Prosegue regolarmente», ad una velocità di «circa 12-14 nodi», secondo quanto si è appreso, la navigazione delle 5 unità della Marina militare partite ieri dalle coste pugliesi e dirette in Libano per prendere parte alla nuova missione Unifil.
L'arrivo a Tiro, dove sbarcheranno i circa 800 uomini del contingente terrestre, è attualmente confermato per venerdì.
Del gruppo navale fanno parte la portaerei Garibaldi, la corvetta Fenice e le unità da sbarco San Giorgio, San Giusto e San Marco.

Dell'Operazione Leonte - come è stata chiamata la missione italiana in Libano - fanno parte in questo momento 2.153 militari, tutti imbarcati: 1.350 costituiscono gli equipaggi del gruppo navale, mentre 803 sono quelli che scenderanno a terra.
L'intero dispositivo è stato denominato Joint Amphibious Task Force Lebanon (JATF-L) ed è comandato dall'ammiraglio di divisione Giuseppe De Giorgi, 53 anni, di Napoli, che è imbarcato sulla Garibaldi.
Si articola su due componenti: il gruppo navale vero e proprio (che è dotato anche di 11 elicotteri e di 4 cacciabombardieri AV8B) e una forza terrestre - Joint Landing Force Lebanon (JLF-L). Ques'ultima, al comando del contrammiraglio Claudio Confessore, è la cosiddetta Forza di ingresso (o Early Entry Force), che comincerà a prendere possesso dell'area assegnata proprio venerdì prossimo.
Essa ha due compiti principali: quello di rinforzo immediato della missione Unifil e quello di preparare il terreno all'arrivo del grosso del contingente, previsto tra ottobre e novembre. Si tratta di circa 2.500 militari che verranno schierati tutti sul terreno, mentre il dispositivo navale sarà ridotto ad una sola unità, con a bordo circa 200 uomini.

I militari del contingente di terra sono in gran parte i fucilieri di Marina del Reggimento San Marco, che è stato interamente mobilitato. A bordo delle navi da sbarco anche una compagnia di Lagunari del Reggimento Serenissima: insieme ai marò del San marco costituiscono la neocostituita Forza nazionale di proiezione dal mare.
Tra i primi a sbarcare sulla costa di Tiro, una zona fortemente bombardata durante l'ultimo conflitto, saranno i Comsubin, le Forze speciali della Marina, ed un plotone di «ricognizione e controllo spiaggia».
In questa primissima fase interverranno anche diverse aliquote specialistiche dell'Esercito: un plotone Nbc, un plotone di artificieri del Genio, un nucleo di supporto logistico. Del contingente fa parte anche un nucleo di carabinieri, con compiti di polizia militare.
L'area di responsabilità affidata agli italiani è, attualmente, quella nei dintorni di Tiro: un rettangolo di circa 10 chilometri per 15 che confina, a sud e a est, con l'attuale settore di Unifil, a nord con il fiume Litani (il cui antico nome è, appunto, Leonte) e a ovest la costa. I soldati, dunque, non si troveranno a ridosso del confine con Israele. Con l'avvicendamento, tra ottobre e novembre, di questa prima task force anfibia 'd'ingressò con il contingente definitivo, il numero dei militari italiani si assesterà intorno a 2.500. Ma nel prossimo febbraio, quando l'Italia assumerà il comando dell'intera missione Unifil Plus, questo numero «è destinato a aumentare»: lo ha sottolineato ieri il ministro della Difesa Parisi, che con il premier Prodi e i vertici militari ha salutato in alto mare la partenza del gruppo navale.

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