Lunedì 17 Dicembre 2018 | 01:02

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Ventimila euro di tangenti, ottomila per tre balletti

BARI- Sono otto gli episodi di tangenti accertati dalla procura di Bari, che sarebbero state pagate in meno di due mesi da imprese fornitrici del teatro Petruzzelli di Bari al direttore amministrativo, Vito Longo. Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Bari, Giuseppe Volpe, in una conferenza stampa nella quale ha illustrato i dettagli dell’operazione che ha portato all’arresto di cinque persone per corruzione e turbata libertà degli incanti.

«Per sfilare 6.000 euro dall’operazione abbiamo buttato sangue!», dice un interlocutore al direttore amministrativo, concordando le 'mazzettè sugli appalti del teatro. Il tutto è stato ripreso con una telecamera nascosta della polizia nell’ufficio di Longo. Gli investigatori hanno ripreso anche alcune scene del passaggio di denaro dai corruttori a Longo.

«Le indagini hanno riguardato il periodo tra il 29 ottobre e il 4 dicembre scorsi - ha precisato Volpe - e sono ancora in corso, si tratta di un periodo breve ma abbiamo deciso di intervenire subito perchè non potevamo consentire che venissero commessi altri reati».

Complessivamente, nel periodo dell’indagine, sarebbero state pagate a Longo mazzette per 20 mila euro, corrispondenti grossomodo al 10% dell’importo degli appalti.

Il procuratore Volpe ha anche precisato di aver deciso di diffondere le sequenze dei video che riprendono Longo mentre riceve le buste con il denaro degli imprenditori, «perchè - ha detto - sono riprese molto efficaci e spero possano avere un valore deterrente».

Le indagini sono state avviate dopo una querela per diffamazione che era stata presentata da un altro imprenditore, Marino Lavopa (anche lui indagato ma non destinatario di ordinanza di custodia cautelare), nella quale l’imprenditore si lamentava di alcuni articoli di stampa che parlavano di presunte irregolarità negli appalti del Petruzzelli che lo riguardavano.

Da questa vicenda - ha spiegato Volpe - sono partiti gli approfondimenti delegati alla Digos, che hanno portato, a partire dal settembre scorso, ad intercettazioni e video nell’ufficio del direttore amministrativo della fondazione Petruzzelli. «A questi elementi raccolti - ha aggiunto Volpe - si è aggiunto un contributo importante dei vertici della fondazione, con il presidente Gianrico Carofiglio e il sovrintendente Massimo Biscardi, che hanno portato in procura documentazione utile alle indagini».

Il «radicato accordo corruttivo» tra Longo e gli imprenditori si evince anche dagli appalti che gli imprenditori ottenevano per l'allestimento di spettacoli. Per tre spettacoli di balletto, tra cui quello di Roberto Bolle, le imprese avrebbero pagato a Longo la somma complessiva di 8.000 euro, con la promessa di versarne altrettanti.

«Attraverso una complessa attività d’indagine, articolatasi anche con operazioni di intercettazione telefonica ed ambientale e di riprese video», la procura ritiene di avere accertato che questo rapporto corruttivo si è protratto «senza interruzione nei mesi di ottobre-dicembre 2015 con la ripetuta dazione o la promessa di somme ed il conseguente addomesticamento delle procedure di fatturazione e pagamento per le forniture di materiale illuminotecnico».

Al centro dell’attenzione, le gare per gli spettacoli di balletto delle Compagnie di danza 'Ailey' e 'nazionale di Spagna» e di Roberto Bolle.

Tangenti sarebbero state pagate anche per i servizi di pulizia, per i servizi di trasporto e facchinaggio (per il quale sarebbero stati dati complessivamente euro 2.200 con la promessa di ulteriore dazione di somme). La consegna della somme - riferisce la procura - è stata documentata anche attraverso riprese video effettuate mediante apparecchiature installate nell’ufficio di Longo.

Secondo l’accusa, «l'accordo corruttivo prevedeva l’emissione di fatture da parte delle imprese per importi di gran lunga superiori rispetto ai costi ed alle spese effettivamente sostenute e per servizi e/o spese di fatto inesistenti (le operazioni di intercettazione hanno consentito di accertare che era lo stesso Longo a suggerire, in molti casi, le operazioni da svolgere), delle quali Longo - funzionario che, nell’ambito delle sue attribuzioni, avrebbe dovuto procedere alla verifica contabile - attestava la regolarità disponendo i relativi pagamenti». Ieri sono state eseguite anche perquisizioni, con sequestro di documenti e materiale informatico, che costituirà oggetto di ulteriore approfondimento per il prosieguo dell’ attività d’indagine.

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