Giovedì 13 Dicembre 2018 | 09:06

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«Non sappiamo se sono vivi»

BARI - «Non abbiamo nessun elemento, nemmeno vagamente indiziario, che ci autorizzi a dire che i fratellini Pappalardi abbiano fatto una brutta fine, oppure da cui possiamo ricavare che siano morti accidentalmente o casualmente. Questo è l'unico fatto certo che abbiamo».
Lo ha detto il procuratore della Repubblica, Emilio Marzano, incontrando i giornalisti presenti a palazzo di giustizia di Bari per avere particolari sull'arresto di Nicola Nuzzolese, il convivente sessantottenne di Rosa Carlucci, portato in carcere stamattina dalla polizia con l'accusa di aver compiuto atti sessuali (articolo 609 quater n.3 ultima ipotesi del Codice penale) su una quindicenne.
«Noi - ha spiegato Marzano parlando della scomparsa dei due ragazzini - dobbiamo ipotizzare che siano vivi per la semplice ragione che non ci risulta che siano morti. Quello che non sappiamo ovviamente è se sono scomparsi volontariamente o se qualcuno li ha sottratti. Magari avessimo elementi certi per poter dire che sono vivi».

Parlando sempre dello stato dell'inchiesta sulla scomparsa di Francesco e Salvatore Pappalardi, di 13 e 12 anni, che mancano dalla loro casa di Gravina in Puglia (Bari) dal 5 giugno scorso, Marzano ha affermato che «le indagini sono inevitabilmente in tutte le direzioni», e che si continua ad ipotizzare il reato di «sequestro di persona nei confronti di persone da identificare».
«Il padre dei due fratellini scomparsi, Filippo Pappalardi, non è iscritto nel registro degli indagati e comunque, in ogni caso, se lo fosse non ve lo potrei dire: quindi, non mi risulta iscritto nel registro degli indagati», ha sottolineato il procuratore Marzano.
Il procuratore si è poi soffermato sull'orario, le 21,30 circa del 5 giugno scorso, in cui Filippo Pappalardi sarebbe stato notato da testimoni nei luoghi in cui, verosimilmente alcune decine di minuti prima, erano stati visti i suoi due figli poi scomparsi.
«Ci sono dei riferimenti testimoniali - ha detto Marzano - in base ai quali sembrerebbe che costoro (i testimoni ndr) abbiano visto il padre, intorno alle 21,30, nei luoghi in cui si trovavano i testimoni». Il magistrato ha però aggiunto: «Non sono in grado di riferire, perchè non è possibile farlo, se i testimoni siano adulti o bambini».

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