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Il maniaco del Nordest che colpisce dal 1994

VENEZIA - La prima «impresa» di Unabomber risale al 21 agosto 1994: alla Sagra degli Osei di Sacile (Pordenone), l' esplosione di un tubo-bomba, riempito con polvere da sparo e biglie di acciaio, provoca tre feriti. Nei mesi successivi altri tubi-bomba esplodono davanti alla Standa a Pordenone (il 17 dicembre 1994) e il giorno successivo sul sagrato della chiesa di Aviano (nessun ferito).
Il bombarolo del Nordest ricompare il 5 marzo 1995: due tubi-bomba esplodono ad Azzano Decimo (Pordenone) poco prima della sfilata dei carri di Carnevale, danneggiando alcune auto. Il 30 settembre due ordigni scoppiano a Pordenone.
Il 4 agosto 1996, sulla spiaggia di Lignano (Udine), lo scoppio di un tubo-bomba ferisce gravemente Roberto Curcio, di 33 anni, di Domodossola, in vacanza in Friuli. Pochi giorni dopo, sulla spiaggia di Bibione (Venezia) è un bagnino a trovare un altro ordigno (che fa solo una fiammata).
Le esplosioni si susseguono a Claut (Pordenone), Bannia di Fiume Veneto (Pordenone), e altre località fino al 6 luglio del 2000, quando un carabiniere in pensione di Bologna trova, sempre sulla spiaggia di Lignano, un «tubo-bomba» che esplode ferendolo gravemente al viso.

Pochi mesi dopo, Unabomber sembra cambiare strategia: il 31 ottobre, Giorgio Mandinelli acquista una confezione di uova nel supermercato «Continente» di Portogruaro (Venezia); s'insospettisce e scopre che contiene un ordigno, poi disinnescato dagli artificieri. Nello stesso supermercato, pochi giorni dopo, il 7 novembre, Nadia Ros, di 37 anni, di Cordignano (Treviso), acquista un tubetto di pomodoro che le esplode fra le mani; la sinistra rimane spappolata.
Un anno dopo, il 18 novembre 2001, Maria Grazia Redico, di 38 anni, di Roveredo in Piano (Pordenone) acquista, sempre al «Continente», un tubetto di maionese; c'è qualcosa che non la convince e lo consegna ai Carabinieri: contiene un ordigno. Nel cimitero di Motta di Livenza (Treviso) esplode una bomba nascosta in un lumino il 2 novembre 2001; una donna, Anita Buosi, di 63 anni, rimane gravemente ferita. In precedenza, sempre a Motta di Livenza erano avvenute due esplosioni che non erano state subito collegate a Unabomber: lo scoppio di un altro lumino in cimitero e lo scoppio del manubrio di una bicicletta Il 24 luglio 2002 a Pordenone esplode un barattolo di Nutella che una donna (rimasta illesa) aveva comprato poco prima nell' Iperstanda di Porcia (Pordenone).

Poco più di un mese dopo, il 2 settembre, fra le mani di un bambino (ferito in maniera lieve) esplode un tubetto di bolle di sapone appena comprato al Mercatone Zeta di Pordenone. La vigilia di Natale di quello stesso 2002 esplode un ordigno nel duomo di Cordenons (Pordenone), senza ferire nessuno e il 24 marzo 2003 vi fu uno scoppio in uno sciacquone di un bagno del Palazzo di Giustizia di Pordenone: si trattava di due esplosioni «anomale» che avevano lasciato ipotizzare un cambio di strategia da parte di Unabomber. Gli ordigni, infatti, erano scoppiati senza che nessuno li avesse toccati.
La festa del 25 aprile viene insanguinata, sul greto del Piave, da un ordigno sistemato in un pennarello di colore giallo. Una bambina di 9 anni, Francesca, lo raccoglie e il pennarello esplode: la bambina perde la vista di un occhio e tre dita di una mano. Il secondo ordigno di Unabomber a finire intatto nelle mani degli investigatori, dopo l'uovo di Portogruaro, è, nuovamente a Portogruaro, un oggetto simile a un accendino, avvolto in nastro adesivo nero, con fili elettrici e un innesco: viene trovato il 2 aprile 2004 nella chiesa di Sant'Agnese, sotto il rivestimento in pelle di un inginocchiatoio. Il 26 gennaio scorso, a Treviso nei pressi del Tribunale, una scolaresca in attesa di andare a teatro nota un contenitore giallo, simile a quelli delle sorprese contenuti nelle uova di Pasqua. L'ovetto, abbandonato su un muretto, viene fatto cadere da uno dei ragazzini, che gli tira un calcio. L'oggetto batte violentemente contro un cancello ed esplode senza provocare feriti.
Il 13 marzo, durante la messa del mattino, scoppia una candela elettrica che una bambina stava cercando di accedere davanti ad una statua della Madonna nel duomo di Motta di Livenza (Treviso). Nell' esplosione restano ferite la stessa bambina, di sei anni, e una donna. Nuovo materiale intatto per gli investigatori viene trovato in una scatoletta di sgombri trasformata in ordigno, acquistata in Veneto e spedita in Romania e lì rimasta per mesi prima di venire scoperta. All'apertura della scatoletta, l'innesco non ha funzionato e non c'è stata nessuna esplosione.
Il 30 giugno dello scorso anno, a Portogruaro, cade, senza scoppiare, un ordigno camuffato da audiocassetta e nascosto sotto il sellino di una bicicletta.
Il 6 maggio scorso, a Caorle, una bottiglia esplode ferendo Massimiliano Bozzo, 28 anni. Secondo gli investigatori, però, appare probabile che quest'ultimo ordigno sia stato confezionato da una mano diversa da quello di Portogruaro.

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