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I sindacati al governo: il contratto della scuola scaduto da 8 mesi

ROMA - Le segreterie nazionali dei sindacati Flc-Cgil, Cisl-Scuola e Uil-Scuola si sono riunite per fare il punto su rinnovo contrattuale, precariato e politiche di investimento per la scuola. «Il rinnovo del contratto deve rappresentare una chiara priorità -affermano i sindacati confederali- il governo è chiamato ad assicurare ai lavoratori della scuola tempi rapidi nella emanazione degli atti necessari per l'avvio delle trattative e lo stanziamento delle risorse necessarie da prevedere nella legge finanziaria».

Cgil, Cisl e Uil ricordano che «il contratto è scaduto ormai da otto mesi, gli stanziamenti previsti per il 2006 dal precedente governo sono insufficienti, nè ci sono certezze sugli stanziamenti necessari da prevedere per il 2007; mancano indicazioni esplicite per quanto riguarda l'emanazione della direttiva all'Aran. Questa situazione non può continuare ulteriormente».

Per quanto riguarda poi il personale precario docente e Ata «non è più sostenibile: rivendichiamo certezze per il futuro professionale, per le condizioni di serenità, per il superamento delle drammatiche condizioni, per centinaia di migliaia di lavoratori che contribuiscono in modo determinante tutti i giorni a garantire il buon funzionamento della scuola».

Le organizzazioni sindacali confederali lamentano che «il nuovo anno scolastico «si aprirà con un incremento ulteriore di lavoratori precari, considerato che le assunzioni effettuate nel mese di luglio non coprono neanche il numero di coloro che sono andati in pensione. I tre sindacati rivendicano «un piano di immissione in ruolo che in tempi brevissimi copra l'insieme dei posti vacanti e disponibili dando una prospettiva chiara e certa al personale interessato.Il governo -esortano- esca dagli annunci per dare soluzioni concrete».

E sempre all'esecutivo, impegnato nella predisposizione della Finanziaria per il 2007, i sindacati scuola di Cgil, Cisl e Uil chiedono di «porre fine ad una stagione di continua riduzione di risorse, che ha caratterizzato in particolare la legislazione precedente e che ha messo la scuola pubblica in grande difficoltà, per di avviare da subito una politica di investimenti. Occorre una sede di confronto e di discussione preventiva tra governo ed organizzazioni sindacali, per definire gli obiettivi in termini di qualità della scuola pubblica e di valorizzazione del lavoro del personale che vi opera. La sede di confronto va attivata urgentemente, con una regia da parte della presidenza del Consiglio a palazzo Chigi, in modo da definire il necessario piano di investimenti per la scuola pubblica, che trovi riscontro nella legge finanziaria».

Flc-Cgil, Cisl-Scuola e Uil-Scuola hanno deciso di convocare i rispettivi direttivi nazionali in seduta congiunta per il 20 settembre per «valutare la situazione, verificare le risposte ricevute dal governo, promuovere le iniziative di mobilitazione che si rendessero necessarie a sostegno degli obiettivi indicati».

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