Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 20:27

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Israele minaccia: potremo compiere nuovi raid nel sud Libano

GERUSALEMME - Israele non arretra davanti alle accuse del segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan di aver violato la tregua con il suo raid compiuto venerdì notte nel Libano meridionale, ma al contrario minaccia di compiere nuove incursioni. Il ministro del'ambiente Gideon Ezra, considerato molto vicino al capo del governo Ehud Olmert, ha dichiarato oggi alla radio pubblica israeliana che «finchè l'esercito libanese o le forze internazionali non saranno state dispiegate, le forze armate israeliane non cesseranno le loro missioni per impedire il trasferimento di armi a partire dalla Siria. E' ciò che è stato fatto ed è stato giusto cosi».
Ancora più duro il vice premier Eliyahu Yishai e ministro del lavoro, anch'egli come Ezra membro del consiglio per la sicurezza: «Noi dobbiamo lanciare un ultimatum al governo libanese: o loro bloccano il traffico di armi da Siria e Iran diretto agli Hezbollah, o noi colpiremo le loro infrastrutture».
Il ministro delle costruzioni, Meir Shetrit, ha accusato il Libano di non adempiere agli obblighi che derivano dalla risoluzione delle Nazioni Unite, non garantendo adeguati controlli lungo la frontiera con la Siria. Per dimostrare le sue buone intenzioni verso Israele, ha suggerito Shetrit, «il governo libanese dovrebbe consentire alla Croce rossa di fare visita ai due soldati rapiti dagli Hezbollah, o dovrebbe chiedere alle milizie sciite di consegnarli alle autorità libanesi» così da consentirne l'immediato rilascio.
Questa mattina si è riunita per la prima volta la commissione di indagine che dovrà verificare il modo in cui sono stati condotti i 34 giorni di guerra, mentre il quotidiano Haaretz rivela che il contestato raid di venerdì notte nella valle della Bekaa era in realtà destinato a rimanere segreto. «Se gli Hezbollah non avessero scoperto il nostro commando, e se il commando fosse tornato vivo a casa, l'operazione sarebbe rimasta coperta e nessuno ne avrebbe saputo nulla», scrive il giornale. Un'altra pesante accusa ai vertici militari e allo stesso primo ministro Ehdu Olmert.
Forse proprio nel tentativo di sdrammatizzare il capo di stato maggiore Dan Halutz, il cui destino sembra ormai essere legato a quello del premier, ha scelto questa volta un'immagine pugilistica per definire l'esito della guerra: «Possiamo definitivamente dire che la guerra contro Hezbollah si è conclusa con una vittoria israeliana - ha dichiarato questa mattina nel corso della riunione del governo - in base ai risultati conseguiti non è stato proprio un ko ma una chiara vittoria ai punti».

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