Giovedì 13 Dicembre 2018 | 15:18

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L'esperto: i nuovi pianeti saranno tantissimi

ROMA - Non saranno solo tre, ma molti di più, dell'ordine di qualche centinaio, i nuovi pianeti che entreranno a far parte del nostro sistema solare già dai prossimi dieci anni, grazie ai telescopi di futura generazione che saranno attivi dal 2010-2015. A dirlo è Leopoldo Benacchio, astronomo e docente presso l'Inaf (Istituto nazionale di astrofisica), commentando la proposta dell'Unione astronomica internazionale (Iau) di modificare la definizione di pianeta e allargare il sistema solare da nove a dodici elementi.
«Le nostre conoscenze in campo astronomico - ha spiegato Benacchio - sono enormemente progredite negli ultimi quindici anni grazie ai telescopi messi a punto in questi anni. Già negli anni '50 infatti Gerard Kuiper aveva previsto l'esistenza di altri pianeti compatibili con Plutone per dimensioni, nell'ordine di uno-due migliaia di chilometri di diametro, che avevano dato origine alla cosiddetta Cintura di Kuiper. Ipotesi confermata dai dati forniti dai nuovi strumenti, che così hanno rimesso in gioco la definizione di pianeta».
Una nozione che risale ai tempi delle antiche civiltà assiro-babilonesi e greche, dove «pianeta significava vagabondo - ha continuato Benacchio - per il suo muoversi rapidamente, anche nell'arco di un mese, a differenza delle stelle cosiddette fisse, il cui spostamento nell'arco di 100 anni può essere paragonato alla mina di una matita». Una concezione dunque che nel corso degli anni è andata cambiando e che diverrà via via più completa nel prossimo futuro.
«Grazie a quello che scopriremo usando i prossimi telescopi, dobbiamo prepararci a un sistema solare con decine e decine di altri pianeti già dal 2010 - ha concluso l'astronomo - I nuovi pianeti scoperti in questi anni, anche negli altri sistemi solari, in realtà non li abbiamo mai visti, bensì intuiti in base a calcoli ed escludendo che fossero altro cose. Con i prossimi telescopi, già dal 2015, saremo finalmente invece essere in grado di vederli realmente e capire se c'è dell'atmosfera attorno. E quindi la commissione per la nomenclatura dei pianeti della Iau, rimasta inattiva dal 1930, anno in cui è stato scoperto l'ultimo pianeta, Plutone, avrà un bel da fare nel prossimo futuro».

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