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Nel 2006 un'Italia con meno delitti, ma più furti

ROMA - Cala il numero dei delitti in generale in Italia: meno 4,6% nel primo semestre di quest'anno rispetto allo stesso periodo di un anno fa. I delitti sono stati infatti 1.218.269 contro i 1.277.628 di un anno fa. Da rilevare invece che nell'intero 2005 si era registrato un aumento del 6,5% rispetto al 2004: infatti i delitti erano stati 2.575.168 nei dodici mesi 2005 contro i 2.417.716 segnalati nel 2004.
Se invece si guarda ad un dato riepilogativo partendo dall'analisi quantitativa del dato disaggregato per semestri, ecco che nel periodo dal primo gennaio 2004 al 30 giugno scorso il trend della delittuosità complessiva è lievemente crescente, con il valore massimo toccato nel primo semestre 2005, con 1.297.540 episodi, per far poi registrare una inversione di tendenza nel primo semestre 2006.
Lo dice il Viminale, che oggi ha diffuso una raccolta di dati sull'andamento dei più importanti fenomeni criminali e sui risultati ottenuti dalle forze dell'ordine nell'azione di prevenzione e contrasto.

Non si tratta - precisa il Viminale - del cosiddetto Rapporto sullo stato della sicurezza in Italia di recente preannunziato dal ministro Giuliano Amato: la sua pubblicazione è prevista per la prossima primavera e sarà quella «l'occasione per fornire al Parlamento e al Paese analisi approfondite e valutazioni ragionate». Le informazioni diffuse costituiscono dunque un anticipo di un lavoro molto più ampio. E quindi nel dettaglio, nel 2005 l'incremento della delittuosità ha riguardato i tentati omicidi (4,1%), le lesioni dolose (9%), le violenze sessuali (5%), i furti in totale (2,5%), le estorsioni (2,2%), le truffe e le frodi informatiche (35,9%), i danneggiamenti (12,9%) e i reati legati al capitolo stupefacenti (6,2%). In calo invece gli omicidi volontari (15,3% rispetto al 2004), le rapine (0,8%), gli scippi (3%), l'usura (2,5%), i reati inerenti la prostituzione (4,2%) e le ricettazioni (3,2%).
Quest'anno il quadro del primo semestre dice che gli omicidi volontari sono scesi del 3,8%, i tentati omicidi del 19,7%, le lesioni dolose dell'11,2%, le violenze sessuali del 3,5%, le rapine del 6,9%, i furti del 5,1%, gli scippi del 10,4%, le estorsioni dell'11,3%, l'usura del 34,7%, le truffe e le frodi informatiche del 23,3%, i reati legati alla droga del 10,1%, quelli legati alla prostituzione sono scesi del 7,8% e le ricettazioni del 14,5%.

In aumento invece nel primo semestre i furti in abitazione (+8,7%) e i danneggiamenti (5,5%). Andando per capitoli, questa sorta di riassunto del Viminale dice che la criminalità diffusa, pur rappresentando in apparenza una minaccia di minore intensità rispetto a quella organizzata, si presenta «particolarmente pervasiva e aggressiva, riflettendo situazioni estese di devianza ed illegalità proprie delle sacche sociali degradate». E la gran parte del fenomeno è riferibile ai reati contro il patrimonio, specie i cosiddetti «reati predatori» (furti, scippi, rapine), che costituiscono il 60% circa del totale nazionale dei delitti. Viene sottolineato che questa criminalità opera di più, «anche per l'incidenza di quella straniera», nel nord e nel centro Italia, «dove maggiori sono le attività economiche e più agevole l'inserimento in settori illeciti non monopolizzati dai tradizionali sodalizi criminosi». In questa specifica area del crimine, che più incide sulla percezione di sicurezza, migliora la situazione per furti e rapine. Ed è bassa l'incidenza complessiva delle rapine in abitazione, che comunque desta il maggior allarme sociale anche per gli atti di violenza gratuita che l'accompagnano. E' diffuso nei grandi centri urbani ma sale l'azione di contrasto: 567 i presunti autori individuati nei primi cinque mesi dell'anno, il 38,6% la percentuale di reati scoperti.

Fra i reati di criminalità violenta, in costante calo il numero di omicidi volontari: nel 2005 sono stati 602 (di cui 71 per mano della camorra, 43 opera della 'ndrangheta, 17 della mafia e 7 della criminalità organizzata pugliese) comtro i 711 del 2004. Nel primo semestre di quest'anno gli omicidi volontari commessi sono stati 282 (di cui 27 di camorra, 9 di 'ndrangheta, 6 di mafia e uno di criminalità organizzata pugliese), contro i 293 del primo semestre 2005 (furono 38 di camorra, 20 di 'ndrangheta, 12 di mafia e 3 di matrice criminale organizzata pugliese). Al dato del primo semestre 2006 va poi aggiunto quello relativo al numero di omicidi volontari compiutio dal primo al 15 luglio scorso: sono stati 17, contro i 26 del corrispondente periodo dell'anno scorso, con un calo quindi del 34,6%.
Sempre nell'ambito dei delitti contro la persona, le forme di violenza cosiddetta minore», inquadrate nelle lesioni personali dolose, registrano anch'esse un trend nettamente in diminuzione.

Il Viminale sottolinea poi che complessivamente nel 2005 sono state 644.532 (di cui 210.231 extracomunitari e 23.630 minori) le persone denunciate, con un aumento del 2,5% rispetto al 2004, e gli arresti sono stati 145.231 (di cui 73.765 riguardanti extracomunitari e 5.440 minori), con un incremento del 16,7%. Venendo al 2006, nel primo semestre sono stati denunciati, in stato di libertà, 310.255 soggetti (102.531 extracomunitari e 10.789 minori), in calo del 4,6% rispetto allo stesso periodo di un anno prima, mentre gli arrestati sono stati 75.426 (di cui 39.439 extracomunitari e 3.035 minori), pari a un +6,1%. Sono stati individuati gli autori di quasi l'88% delle ricettazioni, di oltre l'83% dei tentati omicidi, dell'83% dell'usura, dell'83% circa dei reati legati alla prostituzione, del 50% circa degli omicidi volontari (208 le persone denunciate, di cui il 32,8% extracomunitarie), di oltre il 58 delle estorsioni e del 57% circa delle violenze sessuali.

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