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La mafia attua una strategia di «basso profilo»

ROMA - E' una vera e propria linea strategica quella del «basso profilo» e della «pacificazione interna» perseguita in questi mesi dalla mafia siciliana, così da ottenere l'obiettivo di non modificare gli equilibri raggiunti.
Nonostante l'arresto di Bernardo Provenzano.
E a breve «non sembra probabile l'insorgenza di gravi conflitti all'interno di Cosa Nostra». Lo sostiene il Viminale nelle sue anticipazioni, diffuse oggi, sull'andamento dei più importanti fenomeni criminali in Italia. Lo scenario siciliano - dice il fascicolo preparato dal dicastero dell'Interno - anche dopo l'arresto di Provenzano è ancora «incisivamente condizionato da Cosa Nostra che mantiene una struttura fortemente gerarchizzata in senso verticistico», continuando appunto a perseguire nella strategia di basso profilo.

Caratterizzatasi per una politica di «impermeabilità» che mira a garantire riservatezza e tenuta dell'associazione mafiosa e a preservarla da ulteriori defezioni, da un punto di vista organizzativo Cosa Nostra sembra orientata - dice il Viminale - verso una riduzione del numero degli uomini alla guida e al coordinamento delle «famiglie», uomini scelti «tra quelli in possesso di una solida leadership in grado quindi di assicurare una proficua gestione delle attività criminali».
Il Viminale rileva infatti che «a fronte del primato di Provenzano, che emerge chiaramente dalla documentazione sequestrata in occasione della sua cattura, si sono consolidate nelle varie province le posizioni di personaggi di spicco della scena mafiosa». E si fanno i nomi di Antonino Rotolo, Salvatore Lo Piccolo a Palermo e Matteo Messina Denaro nel trapanese.
Il Ministero dell'Interno mette però in guardia dal lasciarsi ingannare dalla situazione generale di «apparente pacificazione». Anzi, proprio questa «non può non costituire motivo di costante ed elevatissima attenzione per autorità di pubblica sicurezza, magistratura, forze di polizia, addetti ai diversi settori economici e sociali, e dell'intermediazione finanziaria» perchè proprio dopo l'arresto di Provenzano «potrebbero modificarsi gli equilibri mafiosi attualmente concordati».
Detto ciò, al momento la situazione è tale comunque che non appare probabile nel breve periodo - sostiene ancora il Viminale - l'insorgenza di gravi conflitti dentro Cosa Nostra, visto che tra le strategie di fondo sembra permanere «la ricerca del consenso e della mediazione» come sistema privilegiato per condizionare settori dell'imprenditoria, della finanza e della pubblica amministrazione, specie nel comparto delle opere pubbliche, nell'assegnazione di servizi, individuazione di soggetti per l'affidamento di incarichi, acquisizione di notizie riservate e la tessitura di alleanza, sia pur complesse, con organismi criminali di Paesi stranieri.

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