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Dall'Italia in Libano 3.000 uomini. I primi a partire potrebbero essere i «marines» da Brindisi

ROMA - Dai 2.500 ai 3.000 uomini. Presi da tutte le forze armate e con una forte componente navale ed anfibia, oltre che terrestre. E' ancora presto per avere numeri certi, ma il profilo del contingente italiano destinato a partecipare alla forza multinazionale di pace in Libano non dovrebbe discostarsi molto da questo. Anche alla luce delle precedenti esperienze di questo tipo.
Da quando, all'indomani del deflagrare del nuovo focolaio di crisi in Medio Oriente, l'idea di un intervento targato Onu ha preso lentamente ma decisamente corpo, gli stati maggiori delle armi dei vari Paesi interessati hanno cominciato a ipotizzare nei dettagli possibili piani di intervento. Da noi, gli scenari già pronti dovrebbero essere non meno di una decina, ma solo dopo l'ok del Palazzo di vetro e quello del Parlamento si sceglierà come e dove intervenire. Le variabili da tenere presente, del resto, sono numerose, non ultima l'eventualità che a noi italiani venga affidato il comando di una delle componenti, con conseguente, ulteriore lievitazione del numero di unità impegnate.
Il primo ad apparire sullo scacchiere della crisi dovrebbe essere il dispositivo interforze anfibio composta dai marò del reggimento «San Marco» (Marina) e dai Lagunari del reggimento «Serenissima» (Esercito), in pratica i nostri marines, che sbarcheranno nella zona di operazioni a bordo di speciali mezzi cingolati e ruotati, capaci di muoversi con agilità anche in acqua.
Come in altri casi del genere, dovrebbe essere proprio l'Esercito a dare il contributo più consistente: con la «Sassari» appena tornata dall'Iraq, sostituita dalla «Garibaldi», tutti gli «indizi» propendono per l'impiego di due brigate di stanza nel nord est, la «Ariete» (con gli omonimi carri armati e i veicoli corazzati da combattimento Dardo) e la «Pozzuolo del Friuli» (con i blindo Puma e Centauro).
Probabile, visto anche il successo delle Msu nei Balcani e in Iraq, la partecipazione di una unità di carabinieri mentre aerei e ed elicotteri dell'Aeronautica militare dovrebbero essere impegnati nel trasporto delle truppe e nelle attività di ricognizione.

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