Venerdì 14 Dicembre 2018 | 15:11

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Alcuni punti in sospeso nella risoluzione 1701

TEL AVIV - La risoluzione 1701 approvata nella notte dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite lascia in sospeso alcune delle richieste inoltrate tanto da Israele quanto dal governo libanese. Il quotidiano israeliano Haaretz sottolinea tre aspetti che rimangono in attesa di futura definizione: la questione dei progionieri libanesi in mano ad Israele, le fattorie di Sheba e il rilascio dei due soldati israeliani catturati da Hezbollah il 12 luglio.

Quest'ultimo punto, in realtà, è contenuto nella risoluzione ma non è vincolato alla fine delle ostilità. Il testo dell'Onu richiede infatti un «immediato rilascio» dei due militari ma non include l'attuazione di questa richiesta nella lista dei passi considerati necessari per un definitivo cessate il fuoco. Sull'attribuzione delle fattorie di Sheba, richiesta che il governo libanese ha ripetutamente presentato come condizione vincolante all'accettazione di una cessazione delle ostilità, la risoluzione rimanda la discussione ad ulteriori passaggi futuri.

Nel testo infine non si fa menzione del rilascio dei prigionieri libanesi detenuti in Israele. Il segretario generale dell'Onu, Kofi Annan, ha 30 giorni di tempo per presentare nuove proposte al Consiglio di sicurezza che riguardino anche le questioni in sospeso delle fattorie di Sheba e del rilascio dei prigionieri libanesi.

La risoluzione 1701, che invoca una «immediata cessazione delle ostilità», prevede il dispiegamento a sud del Libano di 15 mila soldati libanesi affiancati da altrettanti caschi blu dell'Unifil la cui missione, ha spiegato il segretario di Stato americano Condoleezza Rice, sarà rafforzata. I due contingenti militari dovranno garantire la sicurezza nella striscia medirionale del Libano durante la ritirata delle truppe israeliane.

Secondo il quotidiano israeliano, Israele teme che Hezbollah possa riguadagnare forza non appena lo Stato ebraico si ritirerà. Per questo motivo aveva chiesto il dispiegamento di una forza multinazionale nella zona che affiancasse l'Unifil, considerata una entità troppo debole.

Gli Stati Uniti hanno ora garantito ad Israele che l'Unifil diverrà così forte da non avere più nulla in comune con la forza attualmente presente nel sud del Libano. Intanto fonti americane a Washington avrebbero dichiarato che Francia e Stati Uniti prevedono che tale forza dell'Onu potrà raggiungere il sud del Libano non prima di 10 giorni dall'annuncio della cessazione delle ostilità.

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