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La Matarresiade

«Matarrese come soluzione? Ma scherziamo, è la preistoria. Forse possiamo discutere del figlio di Matarrese». Così parlò Massimo Cellino. Parole pronunciate non anni fa, ma semplicemente stamattina, al suo ingresso negli uffici di via Rosellini dove, di lì a qualche ora, Antonio Matarrese sarebbe stato eletto presidente della Lega Calcio. Per la serie: a volte ritornano. Perchè Matarrese è uno che «bazzica» nel mondo del pallone già da diverso tempo. Nato a Bari il 4 luglio 1940 e laureato in economia e commercio, Antonio Matarrese intraprende la carriera politica nelle file della Dc, dove viene eletto deputato in quattro legislature per un'avventura che dura 18 anni. Ma il calcio è nel suo destino. Nel 1977 scompare Angelo De Palo, storico presidente del Bari e per la società pugliese comincia allora l'era dei Matarrese, con Antonio a guidare il club fino al 1983, un anno dopo l'inizio della sua scalata. Perchè Tonino presidente della Lega Calcio lo è già stato, dal 1982 al 1987. Cinque lunghi anni al termine dei quali lascia la poltrona della Confindustria del pallone italiano per sedersi su quella della Figc, raccogliendo la pesante eredità di Federico Sordillo, colui che guidò il nostro calcio fuori dal fango dopo il caso scommesse scoppiato nel 1980 e quindi verso il vittorioso mondiale '82.
La presidenza federale di Matarrese passerà alla storia tra le più longeve: ben nove anni. Un periodo durante il quale il nuovo numero uno della Lega si mette in luce in diverse occasioni. L'organizzazione dei Mondiali del '90, il sì al terzo straniero nel campionato italiano, la chiamata di Arrigo Sacchi al timone della Nazionale, l'avventura a Usa '94 e i fallimenti negli Europei, l'ultimo dei quali, nel '96, gli costa la presidenza federale. Ma gli anni della presidenza di Tonino sono caratterizzati anche da tante accuse. Come quella del suo coinvolgimento in un giro di false fideiussioni nel caso Taranto o il sospetto che pilotasse i controlli antidoping, almeno a sentire Pietro Pugliese, l'ex autista di Maradona coinvolto in un'inchiesta sulla camorra napoletana. Ai magistrati partenopei Pugliese dichiarò che l'ex Pibe de Oro aveva usato continuativamente cocaina per sette anni, risultando positivo al doping solo nel '91. «E' un fatto singolare di cui bisognerebbe chiedere conto a Matarrese», disse l'ex autista, secondo il quale l'allora presidente federale aveva sotto controllo i test dell'Acqua Acetosa. Senza dimenticare che sul periodo in Figc di Matarrese grava anche la condanna a otto mesi di reclusione inflittagli dal Tribunale di Roma per abuso d'ufficio per la vicenda dell'iscrizione del Torino al campionato di serie A 93/94.
E poi come dimenticare, ma siamo già nel '99, la scenata di Luciano Gaucci in occasione di quel Bari-Perugia 2-1, in cui l'allora patron del club umbro insultò pesantemente Vincenzo e Antonio Matarrese, rei di aver danneggiato ancora una volta la sua società. Ancora una volta perchè Gaucci ricordava un vecchio incontro di serie C fra Barletta e Perugia, che costò la promozione in B ai Grifoni a vantaggio dell'Andria, «per cui tifava tutta la famiglia Matarrese», denunciò allora il presidente degli umbri. Dopo la Federcalcio, comunque, Tonino è rimasto nell'ambiente anche nelle più alte sfere, ricoprendo gli incarichi di vicepresidente prima della Uefa e poi della Fifa. Matarrese ha anche provato a tornare sulla poltrona di presidente della Figc ma dopo la vittoria di Carraro ha dirottato verso la Lega, dove è stato nominato vicepresidente vicario nel luglio 2002. Un anno dopo Matarrese si avventura anche nel campo delle piattaforme televisive, guidando Gioco Calcio, quella che lui stesso definì «la tv contro il monopolio» e la cui esperienza si concluse molto presto. Nel settembre 2004, poi, Tonino mette nel suo curriculum anche la presidenza dell'Unire, l'Unione nazionale incremento razze equine, carica che ricoprirà fino al maggio dello scorso anno. Oggi il nuovo capitolo, per un uomo che Carlo Petrini nel suo «Senza maglia e senza bandiera» ha definito anche «il Papa del calcio». «La mia figura è superata. Io sono la storia del calcio italiano ma anche il futuro», aveva dichiarato poco meno di un mese fa Antonio Matarrese. Come si diceva all'inizio, a volte ritornano.

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