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La guerra in Libano - Si allarga nel Sud l'offensiva israeliana. Blitz dei commando a Baalbek. Hezbollah risponde con il lancio di 200 razzi in un giorno

Guerra Israele-Libano TEL AVIV (Israele) - Si allarga nel Libano Sud l'offensiva di terra lanciata da Israele per respingere Hezbollah verso la linea del fiume Litani, ma la milizia sciita malgrado i duri colpi che Israele afferma di averle inflitto continua a minacciare con i suoi razzi - oggi in numero record - il nord dello stato ebraico, avvicinandosi un po' di più a Tel Aviv.
Al 22° giorno della guerra, 200 razzi - un numero senza precedenti in una giornata - sono caduti oggi sul territorio israeliano, uccidendo un civile, un uomo in bicicletta, e ferendo decine di persone. Almeno due proiettili sono caduti vicino alla città di Beit Shean, a circa 65 km dal confine, una distanza finora mai raggiunta dai razzi e dai missili di Hezbollah, un altro nell'area della città palestinese di Jenin, in Cisgiordania, all'incirca alla stessa distanza dalla frontiera.
Hezbollah ha detto di avere lanciato contro Beit Shean cinque missili Kaibar-1, un modello derivato, secondo alcuni esperti israeliani, dall'iraniano Fajr 5, e già sparato la settimana scorsa contro Afula (50 km dal Libano).
La minaccia sembra così avvicinarsi al centro di Israele, e a Tel Aviv (120 km dal confine), ora difesa da batterie di missili antimissili Patriot. Secondo Israele, Hezbollah possiede anche missili iraniani Zilzal 2 a lunga gittata, in grado di colpire la capitale economica del Paese.
Paradossalmente questa mattina, in un'intervista, il premier israeliano Ehud Olmert aveva detto di ritenere «che Hezbollah sia stato in gran parte disarmato dalle operazioni militari di Israele» e che «le infrastrutture Hezbollah sono state interamente distrutte».
La risposta dei miliziani non si è fatta attendere. Hezbollah ha voluto anche replicare al colpo psicologico infertogli la notte scorsa da Israele, con lo spettacolare blitz elitrasportato dello Stato ebraico nella sua roccaforte di Baalbek, a nord di Beirut. Nel colpo di mano Israele ha detto di avere catturato cinque miliziani e di averne uccisi altri dieci. Al blitz hanno partecipato due unità di élite giunte a bordo di quattro elicotteri e protette dal cielo da altri velivoli dell'aviazione e da aerei senza pilota. «L'obiettivo dell'operazione - ha detto il comandante dell'esercito generale, Dan Halutz - era di chiarire che siamo in grado di agire anche in profondità in territorio libanese». Halutz ha negato che il colpo di mano fosse volto a catturare un leader specifico di Hezbollah. Secondo la radio militare i miliziani catturati, ora interrogati dai servizi segreti, potrebbero fungere da «carte di scambio» per la liberazione dei due soldati rapiti il 12 luglio.
Nel Libano Sud si estende intanto l'offensiva di terra delle truppe israeliane, accompagnata da nuovi violenti bombardamenti, che spingono verso la linea del fiume Litani i miliziani hezbollah, distruggendo le infrastrutture belliche - fortini, arsenali, bunker e gallerie fortificate - nella loro progressione. L'obiettivo israeliano, ha precisato il ministro della difesa Amir Peretz, è di preparare il terreno in vista dell'arrivo di una forza di interposizione internazionale, cui Israele cederebbe il controllo della fascia di sicurezza - di almeno 6-7 km - che sarà riuscito a "ripulire" lungo il confine.
Ci sono stati aspri combattimenti lungo le tre direttrici di penetrazione israeliane, a est, a ovest e al centro, pochi chilometri al di là del confine. Quasi 10mila militari israeliani sono impegnati nei combattimenti. Nell'offensiva è stata lanciata oggi anche una brigata di riservisti richiamati in servizio nei giorni scorsi.
Per la stampa israeliana è una corsa contro il tempo. Israele cerca di ripulire la fascia di confine e di registrare una chiara vittoria militare prima che a New York il Consiglio di Sicurezza Onu imponga un cessate il fuoco, forse già nei prossimi giorni. Il ministro della giustizia Haim Ramon, ritenuto vicino a Olmert, ha detto che l'offensiva in Libano potrebbe proseguire fino alla fine della settimana prossima, ossia verso il 12 agosto. Lo stesso Olmert ha affermato questa mattina che Israele continuerà a combattere fino all'arrivo di una forza multinazionale, che sterilizzi il confine e impedisca il riarmo di Hezbollah. Ma sono forse dichiarazioni prenegoziali, prima della stretta finale che potrebbe verificarsi al Palazzo di vetro di New York nei prossimi giorni.
Francesco Cerri

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