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La maratona sulla sanità alla Regione Puglia - Le critiche di Forza Italia

BARI - «Nessuna rivoluzione, nessun cambiamento epocale, nessuna revoca del Piano ospedaliero Fitto, che resta in vigore e che la giunta Vendola ha confessato, quasi sotto tortura, di non voler cancellare». È questo il commento del capogruppo di Forza Italia alla Regione Puglia, Rocco Palese, alla approvazione - avvenuta a maggioranza in consiglio regionale - dei disegni di legge sul sistema sanitario regionale proposti dal centrosinistra. Regione Puglia - Rocco Palese
«Dopo una campagna elettorale giocata, e vinta, contro la precedente organizzazione della sanità e dopo un anno e mezzo di governo in cui la sinistra aveva promesso tutto a tutti e aveva giurato di voler cambiare radicalmente l'organizzazione della sanità pugliese, - afferma Palese - c'è una unica certezza: la conferma del piano Fitto e due disegni di legge, privi di copertura finanziaria, che servono ad autorizzare e a "legalizzare" lottizzazioni, manovre clientelari e poco trasparenti, un fiume di nomine da giocarsi nelle prossime campagne elettorali».
«Gli unici miglioramenti a questo insulso impianto legislativo - sostiene ancora Palese - sono stati apportati dal centrodestra che è riuscito a limitare i danni e ad ottenere quattro importanti risultati». «Abbiamo sventato il tentativo della giunta regionale - prosegue Palese - di rideterminare gli standard per legge e di ridurre i posti letto da 32 a 24 nei reparti delle discipline di base e da 20 a 16 nei reparti di discipline specialistiche e da 8 a 6 per le rianimazioni. I pugliesi hanno rischiato grosso: hanno rischiato di rimanere senza assistenza, senza potersi ricoverare in caso di bisogno». «E, se non fossimo riusciti a sventare questo scippo, avremmo avuto davvero una rivoluzione nella sanità, non gentile ma violenta e mirata solo - secondo il capogruppo di FI - a consentire alla sinistra di ricavarsi un "piccolo tesoro" di posti letto da distribuire agli amici degli amici, magari a quei Comuni in cui si vota l'anno prossimo, senza l'obbligo di rispettare criteri scientifici e basati sul fabbisogno assistenziale della popolazione».
Per Palese, l'ostinazione del centrodestra «ha costretto la giunta Vendola a rinviare ogni decisione in tal senso alla presentazione, al Consiglio regionale, del nuovo piano regionale della salute». «Siamo riusciti - afferma ancora - ad ottenere che venissero aumentate, anche se solo dello 0,5%, le tariffe per gli enti ecclesiastici che svolgono un importante servizio di assistenza qualificata; abbiamo ottenuto che gli accreditamenti delle case di cura private, anche per le branche specialistiche, avvengano con la pubblicazione di bandi e non, come avrebbe voluto la sinistra, con criteri opachi, confusi, atti a favorire gli amici degli amici, così come, sempre per il privato, la sinistra intendeva aumentare le tariffe che la Regione paga solo alle case di cura di fascia C (quelle con assistenza meno qualificata), noi abbiamo chiesto un pari incremento per le fasce A e B».
«La sinistra dal canto suo dopo essersi presentata in aula con due disegni di legge che sanciscono lo sfascio e la politicizzazione della sanità pugliese, nel corso del dibattito - è detto nella nota - è riuscita anche a presentare emendamenti peggiorativi del peggio, che qualora approvati avrebbero provocato uno tzunami sui conti sanitari della Regione Puglia e nelle tasche dei cittadini. Dopo le nostre incalzanti proteste contro il "sudoku" estivo delle 106 nomine da fare nei distretti, con un costo aggiuntivo di 12 milioni di euro annui per le casse della Regione, l'assessore Tedesco ha inteso inaugurare la stagione delle "leggi pluriennali", rinviando al 2007 la famigerata "rivoluzione" dei distretti sanitari».
L'opposizione «può certo dirsi soddisfatta dopo aver stravolto, svuotato e reso queste due leggi meno dannose per la salute e per le tasche dei pugliesi». «La giunta Vendola - conclude - dovrebbe invece vergognarsi perché dopo quasi due anni di promesse e di chiacchiere oggi presenta ai pugliesi due leggi prive di copertura finanziaria e senza alcun contenuto se non per la parte che riguarda nuove nomine, lottizzazione, spartizione di poltrone».

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