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Regione Puglia - Il Consiglio ha approvato la legge sull'organizzazione del servizi sanitario

BARI - Punta su un forte potenziamento dei distretti socio-sanitari il disegno di legge su "princìpi e organizzazione del servizio sanitario regionale" approvato a maggioranza - con il voto contrario dell'opposizione di centrodestra - dal consiglio regionale della Puglia. L'approvazione è avvenuta dopo una lunga discussione, cominciata già nella giornata di ieri e protrattasi ieri fino a tarda ora, e proseguita nella giornata di oggi. Per giungere all'approvazione del ddl su principi e organizzazione della sanità pugliese, maggioranza e opposizione si sono confrontate, a volte con toni molto duri, e a suon di emendamenti.
Regione Puglia - Rocco Palese La tesi portata avanti dall'opposizione è stata chiara: «manca la copertura finanziaria», ha più volte ribadito il capogruppo di Forza Italia, Rocco Palese, che ha anche proposto un emendamento - respinto dalla maggioranza - con il quale si proponeva l'istituzione di comitati di sorveglianza nelle aziende sanitarie di cui avrebbero dovuto far parte, tra gli altri, anche un rappresentante della Guardia di finanza e un magistrato in pensione. La proposta è stata per più di un'ora al centro del confronto, con i consiglieri di maggioranza che hanno definito l'emendamento «improponibile e offensivo» - così ha detto Pina Marmo della Margherita - per il medici e per il personale delle Ausl.
L'emendamento è stato duramente contestato anche dal capogruppo della "Puglia prima di tutto" (Cdl), Francesco Damone (sostenuto anche dal consigliere dello stesso gruppo, Zullo) che si è detto «mortificato come uomo e come politico» dalla proposta di Palese «perché la politica è della politica e non ci possono essere commistioni» . In questo clima, a tratti molto "nervoso", è stato approvato il ddl.
«È una legge - ha spiegato l'assessore alle Politiche della salute, Alberto Tedesco - che punta a rilanciare alcuni principi nella organizzazione del servizio sanitario, fondamentale dei quali è il principio della partecipazione dei cittadini, degli operatori e delle istituzioni al processo di programmazione della riorganizzazione del sistema sanitario. E affronta alcuni temi nodali della organizzazione sanitaria, qual è la rivisitazione dell'organizzazione del distretto. Si riempiono di contenuti sanitari le funzioni del distretto».
Il presupposto - ha continuato Tedesco - «è che si vadano a investire risorse nella direzione di costruire servizi, strutture territoriali alternative ai ricoveri ospedalieri e che si individuino modelli di funzionamento che siano effettivamente in grado di mettere a disposizione degli utenti tutta una serie di prestazioni, a cominciare dalla assistenza domiciliare di cui oggi usufruiscono molto precariamente». Quando una persona si dovrà rivolgere al distretto? «Sempre», ha spiegato Tedesco. Il distretto ha infatti «il significato della cosiddetta porta unica di accesso. Il cittadino si deve rivolgere al distretto e poi, a seconda delle condizioni, viene indirizzato, secondo il servizio più appropriato».
Il distretto verrà dunque rilanciato «nella sua preminente funzione di organizzatore di servizi e di funzioni territoriali in maniera che i cittadini - ha detto Tedesco - possano avere uno strumento operativo che possa dare risposte appropriate ed adeguate ai bisogni di salute sul territorio, senza costringere il cittadino necessariamente a rivolgersi all'ospedale. È una sorta di cambiamento di ottica: dalla visione ospedalocentrica, alla visione della diffusione dei servizi sul territorio per rendere sempre più fruibile l'assistenza sanitaria nella nostra regione».
In tarda serata - ma è probabile che il consiglio prosegua anche nella nottata - in discussione anche il disegno di legge "omnibus" che prevede interventi per il servizio sanitario, un ddl che, tra l'altro, completa il processo degli accreditamenti, norme, queste, che vengono criticate dall'opposizione secondo cui la maggioranza ha creato molti spazi per gli enti ecclesiastici. «Gli enti ecclestiastici - ha spiegato Tedesco a questo proposito - sono enti per definizione obbligatoriamente accreditati dalle norme vigenti da sempre, vi è un regime giuridico che in qualche modo equipara gli enti ecclesiastici alle strutture pubbliche. Evidentemente l'opposizione si esprime in termini non corretti dal punto di vista giuridico. Noi siamo andati incontro alle difficoltà degli enti ecclesiastici rivedendo tariffe che erano ferme da lunghi anni e che non tenevano conto dei maggiori costi che gli enti ecclesiastici, ma l'intero sistema sanitario, è costretto ad affrontare e sostenere».
Con alcune norme contenute nell'«omnibus», dunque, «si completa il processo di accreditamento e di fatto - ha detto Tedesco - mettiamo in condizione i soggetti accreditati da domani in poi di poter disporre di un quadro di riferimento che sia un quadro di riferimento certo così come mettiamo nelle condizioni la Regione di sapere con chi interloquisce, che tipo di servizi chiede e che tipo di servizi ottiene».
Il prossimo appuntamento, per la sanità, riguarda il varo, da parte della Regione Puglia, del piano di salute, un piano al quale sottendono i due disegni di legge approvati ieri ed oggi in consiglio, un piano che, secondo l'opposizione, è una "fotocopia" per certi versi del piano ospedaliero voluto dall'ex presidente della giunta pugliese, Raffaele Fitto (Forza Italia).
«Noi - ha detto Tedesco a questo proposito - andiamo verso la messa a punto del piano regionale di salute. Noi non ci limitiamo soltanto a rivisitare l'organizzazione ospedaliera, dobbiamo rivisitare l'intera organizzazione sanitaria della regione e lo facciamo attraverso lo strumento più appropriato che è il piano regionale di salute. All'interno di questo piano saranno ovviamente affrontate e noi ci auguriamo rimosse le criticità del sistema ospedaliero, a cominciare da una forte iniziativa di investimenti che deve tendere ad ammodernare notevolmente la rete dei nostri ospedali, così come deve tendere a rafforzare o a costruire lì dove non esiste la rete dei servizi territoriali».

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