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La guerra in Libano - L'esodo degli occidentali

BEIRUT (Libano) - Al sesto giorno di guerra si stanno accelerando i rimpatri di migliaia di stranieri in fuga dai bombardamenti in Libano sotto attacco israeliano dallo scorso giovedì dopo l'uccisione di otto militari e il rapimento di altri due. Nel primo pomeriggio è salpato dal porto di Beirut il cacciatorpediniere della marina militare italiana «Durand de La Penne» con a bordo 340 italiani e occidentali. Quasi 500 erano usciti sabato via terra verso la Siria.
La Francia ha cominciato oggi a imbarcare un primo gruppo di 1250 francesi, europei e americani sul traghetto "Iera Petra", una nave greca proveniente dal porto cipriota di Limassol. L'imbarcazione farà la spola con Cipro per trasportare le circa 2000 persone che si sono registrate all'ambasciata francese a Beirut per lasciare il Paese. Secondo il ministero degli esteri di Parigi in Libano, ex colonia francese, vivono circa 17.000 cittadini francesi e altri 4000-5000 si trovano in questi giorni in visita.
Gli Stati Uniti con elicotteri dei marines hanno portato via dal Libano un piccolo gruppo di 21 persone dello staff, non essenziale dell'ambasciata Usa a Beirut. Washington sta organizzando l'evacuazione verso Cipro di cittadini americani, sono 25.000, alcune migliaia con doppio passaporto, che vivono in Libano. Il Pentagono ha noleggiato una nave da crociera, la "Orient Queen", che potrà trasportare 750 persone per volta. La nave, scortata da un cacciatorpediniere, da domani sarà a disposizione delle forze Usa. Secondo il dipartimento di Stato sono 5000 gli americani ad aver chiesto di partire. «Ci sono governi che devono evacuare alcune centinaia di persone - ha detto il portavoce Sean McCormack - nel nostro caso sono migliaia. Vogliamo un metodo organizzato e sicuro».

Anche il Canada sta provvedendo a far uscire dal Paese suoi concittadini secondo quanto ha annunciato il ministro degli esteri canadese Peter MacKay. Sono 16.000 i canadesi registrati sulle liste dell'ambasciata di Beirut, ma secondo il ministro sarebbero 40.000, molti dei quali di origine libanese. Ieri otto canadesi sono rimasti uccisi in un bombardamento.

La Gran Bretagna ha portato via per il momento solo ottanta cittadini britannici, famiglie con bambini e malati fatti salire sugli elicotteri che ieri avevano portato da Cipro a Beirut esperti militari e civili per preparare «un piano dettagliato di evacuazione». Non si sa quanti dei 20.000 cittadini britannici, molti con doppio passaporto, abbia chiesto di lasciare il Libano, ma sulla stampa del Regno Unito sta montando la polemica per la lentezza dei soccorsi.

La Germania ha aiutato 200 tedeschi, dei circa 1100 in Libano, a lasciare il paese durante il fine settimana. Tra sabato e domenica anche 130 svizzeri hanno raggiunto via terra la Siria per proseguire in aereo verso l'Europa.

Da Damasco aerei dell'Olympic Airlines hanno portato ad Atene 136 tra greci e cittadini di altri Paesi europei. Via Siria hanno lasciato il Medio Oriente 700 danesi, 1300 svedesi, 126 spagnoli, 150 polacchi. Una cinquantina di brasiliani ha raggiunto in autobus Adana, in Turchia, da dove un aereo li ha riportati in patria Già 12.000 cittadini dei paesi del Golfo, la maggior parte turisti in vacanza in Libano, hanno già raggiunto il territorio siriano per far ritorno in patria.

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