Giovedì 13 Dicembre 2018 | 22:58

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I razzi sui luoghi carichi di storia

SAN GIOVANNI D'ACRI (ISRAELE) - Nazareth, Tiberiade, Safed, il Monte Carmelo, San Giovanni d'Acri, Afula nella valle dell'Armageddon: giorno dopo giorno si allunga la lista dei nomi carichi di storia e di forte valenza religiosa della Galilea su cui piovono i razzi dei miliziani di Hezbollah.
La notte scorsa sono state colpite per la prima volta anche la periferia di Nazareth, la città di Cristo 'il Nazarenò, e Afula, nella valle del Jezreel.
Qui secondo la tradizione cristiana nel giorno della fine del mondo si svolgerà la battaglia finale dell'Armageddon, fra le forze del bene e del male. Afula è per ora l'obiettivo più in profondità, a quasi 50 km dal confine libanese, raggiunto dai razzi dei miliziani sciiti, la cui portata sembra allungarsi ogni giorno.
Fonti dell'intelligence non escludono che Hezbollah disponga di missili di ben più ampia gittata, fino a 100-200 km, potenzialmente in grado di colpire anche Tel Aviv o Gerusalemme. A Nazareth, una città oggi prevalentemente araba-israeliana, i Katyusha dei miliziani sciiti libanesi sono caduti per ora lontano dalla Basilica della Annunciazione, uno dei luoghi più sacri per il cristianesimo. Un razzo oggi ha di nuovo colpito anche il monte del Carmelo, a Haifa. La capitale del nord di Israele, dove ieri otto civili erano stati uccisi da un razzo caduto sulla stazione ferroviaria, ha subito oggi almeno quattro nuove ondate di attacchi. Altri Katyusha sono caduti su Tiberiade, adagiata sul bordo dell'omonimo lago biblico, attorno al quale Gesù compì i suoi primi miracoli. La capitale della Kabbala, Safed, sulle alture a nord del Lago di Tiberiade, è uno dei bersagli su cui più si accaniscono i miliziani di Hezbollah dall'inizio della guerra, mercoledì scorso. La pittoresca cittadina, nel cui antico cimitero riposano da secoli alcuni dei più famosi rabbini kabalisti, oggi ospita numerose scuole rabbiniche ma anche molti artisti israeliani. Ma Safed è anche la sede del comando nord dell'esercito israeliano, che Hezbollah visibilmente cerca di colpire ogni giorno. Per la seconda volta in due giorni i razzi hanno colpito anche la capitale dei crociati, San Giovanni d'Acri, a nord di Haifa, a una quindicina di chilometri dal confine. Eppure Acri, uno dei più impressionanti centri della Galilea, con la sua struttura centrale ancora fondata su quella della città dei Templari, è oggi abitata prevalentemente da una popolazione araba.
Francesco Cerri

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