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Evacuati da Beirut italiani e occidentali. Il problema sono i bombardamenti delle strade

BEIRUT - Almeno 420 persone, di cui 300 italiani, sono state evacuate con nove pullman dalla capitale libanese. La partenza è avvenuta davanti all'ambasciata di Italia a Babda, sulle colline ad est di Beirut.I mezzi stanno viaggiando verso il nord del Libano.
Tutta l'operazione è stata coordinata dall'ambasciatore italiano Franco Mistretta.
Il lungo convoglio di autobus con a bordo i cittadini italiani e occidentali è giunto intorno alle 10:40 locali a Tripoli (80 km. a nord di Beirut), da dove raggiungerà ora il confine settentrionale con la Siria. Il passaggio oltre confine avverrà attraverso il valico di Al-Abbudiyeh.

Anche i francesi si dicono pronti ad andar via dal Libano. «Mezzi militari e aerei, civili e militari» sono pronti «per permettere ai cittadini francesi che lo vogliono di lasciare il Libano». Lo ha detto questa mattina il primo ministro francese, Dominique de Villepin, al termine di una riunione di crisi sulla situazione in Libano con i ministri degli esteri, Philippe Douste-Blazy, e della difesa, Michele Alliot-Marie. «Il governo francese - ha aggiunto de Villepin - sta valutando la situazione nella regione ora per ora per adattare il nostro dispositivo. Noi vogliamo prendere tutte le misure necessarie alla sicurezza dei nostri cittadini che si trovano sul posto».

Il problema sono i bombardamenti. Caccia israeliani hanno bombardato stamani a nord est di Tripoli la strada che conduce alla cittadina siriana di Homs, a ridosso del confine con il Libano. La strada è parallela e dista diverse decine di km. da quella che conduce al valico di confine di Al Abbudieh dove sono diretti gli autobus che stanno evacuando dal Libano centinaia di occidentali.

I nostri connazionali attesi in nottata a Roma. Il vice presidente del Consiglio e ministro degli Esteri Massimo D'Alema, che ha seguito costantemente l'organizzazione dell'operazione di rimpatrio dei connazionali dal Libano, si è recato personalmente presso l'Unità di crisi della Farnesina per monitorare l'evolversi della situazione e coordinare le iniziative in corso.
Fin da ieri, nella concertazioni tra le Unità di crisi europee, il ministro D'Alema aveva offerto la disponibilità dell'Italia ad includere nel piano italiano anche cittadini di altre nazionalità, in particolare dell'UE.
Sono ora in volo due velivoli C130 dell'Aeronautica militare, uno partito da Pisa e l'altro da Abu Dhabi, che trasferiranno un gruppo di passeggeri a Larnaka a Cipro, dove l'Unità di crisi ha inviato un volo commerciale dell'Alitalia per il successivo trasferimento a Roma dei circa 180 connazionali. Gli altri connazionali e cittadini stranieri verranno trasferiti direttamente da Latakia a Roma con gli stessi voli militari.
La Farnesina ha attivato le consuete procedure in raccordo con la Prefettura di Roma e con la Protezione Civile per l'accoglienza a Roma dei passeggeri dove sono attesi nella tarda serata e nel corso della notte.
Dai calcoli della Farnesina rimangono ancora in Libano più di mille connazionali la maggior parte dei quali non ha per ora indicato di voler lasciare il Paese. Per coloro che non hanno potuto raggiungere il convoglio sono allo studio, in coordinamento con i Paesi dell'Ue, ulteriori interventi per consentire nei prossimi giorni il loro rimpatrio.

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