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Fioroni: più operatori per sostenere i servizi

Giuseppe FioroniROMA - Il paese ha bisogno di formazione professionale nel campo dei servizi alla persona e alla famiglia. Questa necessità è stata sottolineata, in occasione della presentazione del progetto Excelsior di Unioncamere, dal ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni che ha annunciato l'intenzione di formare in tempi brevi personale qualificato in questa direzione.
«Mi auguro - ha detto il ministro - che assieme al ministro Bindi riusciamo rapidamente a mettere in campo operatori familiari di cui c'è necessità». Fioroni ha quindi aggiunto che c'è bisogno di qualificare lavoratori anche nel settore dei quadri intermedi della vendita e della rappresentanza «che sono il motore con cui cammina la nostra attività produttiva», e del management del turismo.
Evidenziando l'importanza di creare sul territorio poli formativi di istruzione post-secondaria, Fioroni ha anche messo l'accento sul ruolo che bisognerà attribuire ai musei della scienza. «Lavoreremo assieme con i ministri Rutelli, Mussi e Lanzillotta perchè diventino un veicolo per far comprendere come la formazione scientifica, tecnico-scientifica sia fondamentale per la formazione globale della persona».

SERVE PIU' APPEAL PER LAUREE BREVI
Il «tre» del «tre+due» universitario non tira a sufficienza sul fronte dell'occupazione. Le imprese, infatti, preferiscono assumere i giovani che hanno completato l'intero ciclo universitario piuttosto che dare lavoro a chi ha conseguito la sola laurea breve. Un dato che fa riflettere il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Fioroni, che ha partecipato al convegno di Unioncamere dedicato al sistema informativo per l'occupazione e la formazione. «Se si favoriscono i laureati a 5 anni rispetto a quelli a 3 anni - ha detto Fioroni - dobbiamo fare una valutazione approfondita per far sì che anche la laurea breve non sia una laurea debole, ma una laurea che non sia autoreferenziale e che concorra a garantire la validità professionalizzante del titolo di studio».
Il ministro Fioroni ha poi affrontato un tema importante, quello delle modifiche da apportare al sistema della formazione professionale e del settore tecnico-professionale. Gli istituti professionali, ha avvertito, «dovrebbero rientrare nei tecnici e professionali di Stato», mentre deve essere avviato «un processo di formazione delle persone rispondente ai bisogni del lavoro».
Commentando i dati dell'indagine 2006 di Unioncamere sull'occupazione, il ministro si è detto preoccupato perchè «non sono buoni nè sull'andamento dell'occupazione, nè riguardo all'adeguatezza dei titoli di studio e alle competenze professionali». Fioroni ha fatto notare in particolare che il 38% delle assunzioni da parte delle aziende riguardano personale con la sola licenza media, «inadeguato - ha commentato il ministro - riguardo all'aspetto della formazione professionale, ma anche rispetto alla cittadinanza e all'occupabilità perchè un lavoratore così poco scolarizzato e con così poche competenze ha difficoltà a mantenere il posto di lavoro, rischia la marginalizzazione sociale e ha problemi ad accedere alla formazione continua». Per il ministro dell'Istruzione «se c'è una richiesta di lavoro non qualificato significa che c'è un sistema produttivo non sufficientemente innovativo e che non ritiene l'innovazione elemento essenziale per vincere la sfida della competitività».

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