Venerdì 14 Dicembre 2018 | 00:15

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Francia solidale con Bleus: hanno fatto sognare, sono stati comunque grandi

PARIGI - C'è un rapporto forte tra i tifosi, delusi, e la loro nazionale di calcio. Lo hanno mostrato le migliaia di persone accorse a salutare i giocatori, il tecnico ed i dirigenti della nazionale francese raccolti sul balcone dell'Hotel Crillon sulla Place de la Concorde. Un ZIzou tra il mesto ed il sorridente, un David Trezeguet decisamente depresso e piangente; Barthez assente giustificato per motivi di famiglia, Thierry Henry consolatorio.Gente di tutte le età, tantissime ragazze, centinaia di bambini hanno aspettato sotto un sole caldo l'arrivo dei giocatori della nazionale francese per dire loro comunque «merci».
«Non hanno perso, dobbiamo ringraziarli», «sono le ultime volte che vediamo questa squadra magica», sono le frasi ripetute più spesso. Prima era stato il capo dello stato che aveva voluto incontrare i reduci di Berlino all'Eliseo; l'invito era partito prima che si tenesse la finale; la linea era già indicata: qualunque fosse il risultato, onore alla squadra che era arrivata in finale. Un gruppo venuto da lontano, dai fasti del 1998; poi caduto ma ripreso per mano proprio da Zinedine Zidane che aveva fatto marcia indietro sul suo abbandono della nazionale. Un gruppo che ora è al giro di boa definitivo con l'uscita del suo capitano ma anche di altri componenti storici come Makelele.
Una scelta di sostegno e di gratitudine che anche i tifosi avevano alla fine percorso fin da ieri sera quando dopo la delusione e la tristezza si erano raccolti vicino all'Arco di Trionfo per rendere omaggio alla squadra e al suo capitano, protagonista in negativo della fase finale della partita. All'Eliseo Chirac e la moglie Bernadette hanno accolto i calciatori e le loro donne; qualche sorriso ma clima molto contenuto nonostante le parole di Chirac che ha voluto, fin da ieri sera, dire che l'avventura è stata bellissima, giocatori e tecnico formidabili, Zidane sempre un mito ed un esempio.

Ma è arrivata anche una lezione più politica: «al di là del risultato avete dimostrato alla Francia che è forte quando è unità nelle sue diversità e quando ha fede in se stessa» ha detto Chirac che ha riassunto le tante speranze dei politici che un successo sapesse aiutare la ripresa di fiducia e di serenità nella società francese.
Su questo piano tifosi, dirigenza politica e talk show televisivi sembrano molto più generosi dei giornali che non hanno risparmiato critiche soprattutto al capitano.
«Allez le Bleus» è stato lo slogan più sentito in queste settimane nel corso delle quali il sentimento popolare è passato da un certo distacco per la squadra ed avversione per il tecnico Raymond Domenech a una identificazione sempre più clamorosa del successo dell'Equipe de France con quello dell'intero paese.
Slogan, pubblicità, titoli di giornali sportivi e meno hanno martellato giorno dopo giorno andando incontro a quello che i tifosi volevano sentire: siamo i migliori, ce la faremo; non possiamo perdere. Un clima che ha coinvolto tutti, da Le Figaro che due giorni fa intitolava «Zidane, l'apoteosì al «favoloso destino di Zinedine Zidane» di Le Parisien, al «verso le stelle» dell'Equipe, il quotidiano sportivo.

L'impressione più diffusa è che alla fine il «percorso» compiuto dalla squadra in questi mondiali ha consentito di ricostituire una squadra, ha rilanciato il suo morale, ha dato base solide alla sua fiducia dopo una serie infinita di crisi, e di dubbi. Secondo gli esperti e gli studiosi dei comportamenti collettivi insomma quello che alla fine resterà sarà il ricordo del bel cammino percorso, le soddisfazioni registrate, più che il dolore e la rabbia per la sconfitta.
La proiezione di questo stato d'animo, che era anche diventato un gioco nazionale per valutare se la vittoria avrebbe aiutato la ripresa economica del paese, non convince per nulla i cosiddetti «declinologi» e cioè quella corrente che vuole la Francia alle prese con una fase inarrestabile di declino in tutte le sue realtà. Ed anche questa sconfitta per loro ne è un esempio. Negativo anche il giudizio di un imbufalito gruppo di tifosi che ha aspettato ore all'aeroporto Charles de Gaulle di Roissy per poter salutare i beniamini, anche se perdenti, che tuttavia non si sono fatti vedere e che senza un saluto o un sorriso si sono precipitati verso il centro di Parigi dove il presidente Chirac li stava aspettando.

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