Giovedì 13 Dicembre 2018 | 19:07

GDM.TV

Una vita all'ombra di Fabrizio

ROMA - La cosa più triste da dire su quello che è successo a Cristiano De Andrè è che non si tratta di un fulmine a ciel sereno. Chi lo conosce e gli vuol bene sa che non è mai stato un tipo tranquillo, con una pericolosa passione per gli stati alterati della coscienza.
Il suo è un caso da manuale di figlio d'arte che porta con disagio il cognome del padre Fabrizio, al quale somiglia in modo impressionante, perfino nel modo di cantare.
Cristiano, che è nato a Genova nel 1962 (la madre è Erica Rignon detta Puny), è cresciuto in una casa frequentata da gente come Paolo Villaggio, Ugo Tognazzi, Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Gino Paoli, Francesco De Gregori. L'approdo alla musica è stato per lui un fatto naturale. In principio però aveva preso una strada diversa da quella del cantautore, studiando per cinque anni il violino al conservatorio di Genova. Alla canzone è arrivato grazie a Massimo Bubola, che nel frattempo aveva cominciato a lavorare con il padre.
E' stato Bubola a presentargli i componenti del gruppo «Tempi duri» con cui ha iniziato la sua attività. E' con questa band che partecipa ad alcuni tour di Fabrizio De Andrè, compreso quello storico di «Creuza de mà» dove si è messo in luce come raffinato polistrumentista.

Nel 1985 ha iniziato la sua carriera di cantante solista con un album intitolato «Cristiano De Andrè» cui sono seguiti nel 1990 «L'albero della cuccagna», disco inciso con la collaborazione di Mauro Pagani, Vince Tempera, Ellade Bandini, Fabrizio Consoli, Ares Tavolazzi e Massimo Bubola enl 1992 «Canzoni con il naso lungo». La cui produzione artistica è firmata da Eugenio Finardi.
E' del 1993 una delle sue canzoni più belle, «Dietro la porta», scritta insieme a Daniele Fossati. Il brano si piazza secondo al festival di Sanremo, gli fa vincere il premio della Critica e ottiene un successo tale da spingere la casa discografica a far riuscire «Canzoni con il naso lungo» in una nuova versione con l'aggiunta di «Dietro la porta».
Nell'aprile 1995 esce «Sul confine», in cui Cristiano è accompagnato da amici Eugenio Finardi, Massimo Bubola, Oliviero Malaspina, Daniele Fossati. Nella lista dei brani compare anche «Cose che dimentico», scritta dal padre e ora ricompresa nella recente antologia di Fabrizio «In direzione ostinata e contraria», in cui i due la cantano insieme.
Il 1997 lo ha visto sul palco del tour «Anime salve» di Fabrizio De Andrè dove ha svolto il ruolo di polistrumentista di prima fila occupato in precedenza da Mauro Pagani. Con «Scaramante», nel 2002 ha vinto il Premio Lunezia, nel 2003 è tornato al Festival di Sanremo con il brano «Un giorno nuovo».
La sua ultima fatica discografica è la raccolta «Un giorno nuovo - live in studio», brani del suo passato artistico riarrangiati e proposti in versione live.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

MULTIMEDIA

Decennale della Regia Aeronauticail Re passa in rassegna 4mila piloti

Decennale della Regia Aeronautica
il Re passa in rassegna 4mila piloti

 
Il bimotore Savoia Marchetti S 55uno dei simboli del progresso italiano

Il bimotore Savoia Marchetti S 55
uno dei simboli del progresso italiano

 
Inaugurazione aeroporto di Bariintitolato a Umberto di Savoia

Inaugurazione aeroporto di Bari
intitolato a Umberto di Savoia

 
Kosovo, l'attività del 5° Reggimento alpini

Kosovo, l'attività del 5° Reggimento alpini

 
Strasburgo: gli spari, i morti, i blitz, la gente in fuga

Strasburgo: gli spari, il morto, i blitz, la gente in fuga

 
Calendario, l'uomo e la tecnologia

Calendario, l'uomo e la tecnologia

 
Bisceglie, topo in ospedale sulla porta del reparto Infettivi

Bisceglie, topo in ospedale sulla porta del reparto Infettivi  
Sindaco: «Indagheremo»

 
Calendario, storie e immagini

Calendario, storie e immagini

 
Rivivi la  "Mangusta" interforze

Rivivi la "Mangusta" interforze

 
Noi siamo la Marina: gli incursori

Noi siamo la Marina: gli incursori

 
Calendario, palombari e incursori

Calendario, palombari e incursori