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Per la Francia un'altra finale con l'Italia

MONACO - E' Italia-Francia la finale del Mondiale domenica sera all'Olimpico di Berlino, nello stadio del mito di Jessie Owens. Sarà il giorno in cui, comunque vada, si chiuderà la carriera di un'altra leggenda dello sport, Zinedine Zidane, ancora una volta uomo-copertina della sua nazionale, trascinatore che prima di arrendersi al trascorrere del tempo si vuole regalare un'ultima ineguagliabile emozione, azzurri permettendo.
Marcello Lippi ritroverà un fuoriclasse che conosce bene, mentre a Felipao Scolari, ct campione del mondo in carica ancora per pochi giorni, non è riuscito di cambiare la storia. Troppo forte è stato il peso della tradizione, fortemente negativa per il Portogallo nei confronti di una Francia, impostasi di misura qui a Monaco non solo a causa del destino ma anche per meriti propri, in virtù di una perfetta organizzazione tattica sincronizzata al meglio dal Maestro Zizou, e per la cronica mancanza di un attaccante vero nelle file dei portoghesi. Da sempre questo è il problema numero uno della Selecao rossoverde, praticamente dai tempi di Eusebio, e a rimediare non sempre bastano le doti di palleggio di Figo e Deco, gli spunti in velocità del talentuoso Cristiano Ronaldo o i tiri di lontano di Maniche (ci ha provato anche stavolta, al 9' e al 36'del primpo tempo): il pallone bisogna anche riuscire a metterlo dentro, e Pauleta non sembra l'uomo adatto a ricoprire questo compito. Nella ripresa Scolari lo ha sostituito con Simao e spostando al centro Cristiano Ronaldo, ma la mossa non ha dato gli effetti sperati. Al Portogallo sarebbe servito un Ronaldo vero, quello che a Scolari fece vincere la finale iridata di Yokohama. Qui invece, per la disperazione, nei minuti di recupero si è spinto in avanti perfino il portiere Ricardo, quello che fa piangere gli inglesi.
Così per i Bleus ci sarà un'altra sfida per il titolo, la riedizione di quella degli Europei del 2000: per gli uomini di Domenech, fiero avversario dell'Italia anche quando allenava l'under 21, la speranza è che sia identico il risultato finale, nonostante nel frattempo il golden gol sia stato abolito. Un altro segno che la sorte vuole sorridere alla Francia potrebbe essere il fatto che anche sei anni fa si qualificò battendo in semifinale il Portogallo grazie ad un rigore di Zidane che, quella volta, scatenò un mare di polemiche e i portoghesi contro l'arbitro: Nuno Gomes si beccò una maxi-squalifica per tentativo di aggressione.
Stavolta c'è stato meno da protestare, perchè lo sgambetto di Ricardo Carvalho a Thierry Henry è apparso chiaro, al punto che Larrionda non ha avuto esitazioni nell'indicare il dischetto senza che nessuno provasse a reclamare. Piuttosto Scolari e i suoi hanno provato a prendersela con il direttore di gara quando, sempre nel primo tempo ha 'graziatò al 27' Vieira (lo juventino era diffidato) che aveva steso Figo, e poi ha sorvolato su una presunta spinta in area di Sagnol a Cristiano Ronaldo, che comunque ha accentuato la caduta. Scolari ha poi insultato il collega Domenech quando questi ha fatto segno verso l'arbitro che Cristiano Ronaldo si era tuffato su un'azione conclusasi con un fallo a metà campo.
Nel primo tempo di una partita molto corretta nonostante certe previsioni della vigilia, il Portogallo si è fatto vivo già al 4' con un tiro di Deco parato da Barthez, altro veterano che vuole chiudere alla grande (e a spese dell'Italia), mentre al 14' si è resa pericolosa la Francia con un cross di Abidal su cui Henry non è arrivato per un soffio. Titi ci ha riprovato al 28', quando si è 'bevutò Miguel ma poi si è fatto parare il tiro da Ricardo. Il Portogallo, con Costinha in marcatura su Zidane (bravo in tutto, compreso a non farsi ammonire, visto che era diffidato), ha solo solleticato l'avversario, e nella ripresa la storia è stata la stessa. Francia concreta, con Henry e Ribery nei minuti iniziali e raddoppio sfiorato, e Portogallo a palleggiare, prima che Figo sprecasse nel finale l'unica occasione vera: il suo colpo di testa da posizione favorevole, in tap-in dopo una smanacciata di Zidane, è finito oltre la traversa, e lì si è capito che in finale contro l'Italia sarebbe andata la Francia, per la gioia di Michel Platini in tribuna.
Per lui, anche da dirigente internazionale, la sfida con gli azzurri ha sempre un sapore particolare, e poi lo aveva detto che la nazionale di Domenech poteva arrivare fino in fondo.
Alessandro Castellani

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