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Materazzi: «a Dortmund ci aspetta l'inferno? In Italia lo trovo in tutti gli stadi»

DORTMUND - Marco Materazzi è tornato, e domani potrebbe essere la sua serata. Nesta non ce l'ha fatta, solo dieci minuti di partitella sul campo del Westfalen Stadion di Dortmund di fronte a gradinate vuote, e poi via con una smorfia sul viso parlando con Lippi: «Non è disponibile», il verdetto del ct a proposito del difensore milanista, alla vigilia della semifinale mondiale contro la Germania. Così, per i 90' di oggi di fronte a undici tedeschi in campo e 61mila sugli spalti, toccherà di nuovo al difensore più bersagliato d'Italia. «Klinsmann dice che lo stadio domani sarà un vulcano? Bene, almeno l'Italia mi avrà fatto bene - replica il Materazzi, autore del gol alla Repubblica Ceca - Per me in ogni stadio in cui entro, nel nostro campionato, è così: entro e mi prendo tutti gli insulti».

Il pericolo, per Materazzi, è anche il condizionamento della gente sull'arbitro. La squalifica scontata con l'Ucraina era infatti arrivata dopo che l'arbitro spagnolo Medina Cantalejo lo aveva espulso contro l'Australia per un fallo sul compagno Zambrotta, scambiato per l'avversario Bresciano nella mischia di gioco. «Non so se l'urlo della gente condizionerà il direttore di gara a ogni mio intervento: ma ripeto, per me in Italia è vulcano ogni domenica». Insomma, è la sfida preferita per Materazzi, il cattivo ragazzo dell'Italia «che sa cosa vuole e fa di tutto per arrivarci», come disse dopo il gol alla Repubblica Ceca. «Archundia condizionato? Non so: a me l'arbitro messicano ha portato bene, visto che ha diretto la partita contro i ceki: e posso parlarne solo in termini positivi». E il precedente del gol di testa su angolo, dopo l'ingresso in campo al posto di Nesta, dà a Materazzi il destro per rinnovare la sua ricetta: «Vince chi ci mette cuore e chi ha tanta fame. La pressione di uno stadio tutto tedesco ci sarà, certo: ma pensate che gusto se va a finire come tutti ci auguriamo». A Materazzi, in coppia con Cannavaro, spetterà la marcatura di Podolski e Klose, capocannoniere del torneo finora con cinque reti. «Sappiamo come giocano: Klose è un attaccante che ha sempre segnato, è un furbo che arriva al gol quando meno te lo aspetti». E se invece il gol arrivasse dal suo volo di testa, come già ad Amburgo contro i ceki? «Prima devo pensare ad evitare di prenderne, poi semmai ad andare avanti. La Germania ha giocatori molto pericolosi, si inseriscono da dietro: dovremo stare molto attenti». Anche se manca Frings: «Questa è una partita che un calciatore sogna di giocare da quando bambino tira i primi calci - commenta il difensore - Peccato per lui, gli sono solidale. L'Italia però non c'entra nulla. Io sono sempre con la coscienza a posto: noi non abbiamo chiesto nulla, non vedo perchè i tedeschi debbano attivare le polemiche. Purtroppo ci sono delle regole Fifa, e sono state applicate». Allora, via con Italia-Germania: «A stadi così caldi - conclude Materazzi - siamo abituati tutti, in Italia, non solo io. Ad Amburgo o ad Hannover, il fattore campo sarebbe stato lo stesso. Se andiamo ai rigori sono pronto, ma non mi ci fate pensare, spero di chiuderla prima. Una pressione del genere ti dà la spinta per una sfida storica. Come la preparo? Non faccio niente: sono andato a letto il più presto possibile». Per il sogno giusto.

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