Venerdì 14 Dicembre 2018 | 12:51

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Continua l'attività investigativa

POTENZA - Il sindaco di Campione d'Italia, Roberto Salmoiraghi, si è difeso stamani davanti al gip di Potenza Alberto Iannuzzi dicendo che la «banda del principe» millantava soltanto il suo appoggio. Oggi il gip di Roma ha rimesso in libertà il portavoce di Gianfranco Fini, Salvatore Sottile, che era agli arresti domiciliari.
Gli avvocati di Panigea, la clinica di Roma che compare in alcune delle intercettazioni dell'inchiesta di Potenza nel corso delle quali emerge anche il nome di Daniela Di Sotto, moglie di Gianfranco Fini, hanno incontrato a Potenza il pm Woodcock per chiedere gli atti dell'inchiesta. Domani al Palazzo di giustizia del capoluogo lucano si riunirà il Tribunale del Riesame per decidere sulle istanze di libertà di quattro arrestati. Il Tribunale potrebbe anche decidere di spostare l'inchiesta ad altre procure, per competenza territoriale.

SALMOIRAGHI - Il sindaco di Campione d'Italia, detenuto a Potenza, subito dopo l'arresto si era rifiutato di rispondere al gip Iannuzzi nell'interrogatorio di garanzia, e aveva anzi cercato di ricusarlo. Una strategia che non ha dato risultati, tanto è vero che la difesa ha finito per chiedere un nuovo interrogatorio a Iannuzzi.
Salmoiraghi è stato sentito oggi e si è difeso dicendo di non aver mai saputo dei progetti della «banda del principe» sul casinò, e che gli amici di Vittorio Emanuele nelle intercettazioni millantavano soltanto la sua complicità. Oggi la guardia di finanza ha perquisito anche il casinò e il municipio di Campione, ma non ha trovato materiale che dimostri l'esistenza del patto corruttivo fra il primo cittadino e l'entourage del principe.
SOTTILE - Il gip di Roma Renato Laviola ha disposto la remissione in libertà del portavoce di Fini Salvatore Sottile, dopo il parere favorevole dei pm Giancarlo Amato e Cristina Palia, ai quali è stata trasmessa da Potenza l'inchiesta sulla presunta concussione sessuale ai danni di Elisabetta Gregoraci. I difensori di Sottile, i senatori di An Emilio Nicola Buccico e Giuseppe Valentino, hanno presentato istanza al Tribunale del Riesame del capoluogo lucano perchè venga spostata nella capitale anche l'inchiesta sulla presunta corruzione ai Monopoli di Stato.
PANIGEA - Intercettando i collaboratori di Fini per la vicenda dei Monopoli, la procura di Potenza ha raccolto una conversazione tra la moglie dell'allora vicepremier, Daniela Di Sotto, e il segretario del marito, Francesco Proietti Cosimi, che hanno una partecipazione nella clinica romana Panigea. Di Sotto dice di essersi impegnata con l'allora governatore laziale Francesco Storace per far avere alla struttura una ricca convenzione, e si lamenta che la maggior parte dei guadagni andrà alla moglie del fratello di Fini, Patrizia Pescatori, azionista di maggioranza.
Il gip Iannuzzi nella sua ordinanza aveva scritto che questi affari «meritano un sicuro, ulteriore approfondimento investigativo». Oggi gli avvocati di Panigea, i romani Pietro Federico e Domenico Mariani, hanno incontrato Woodcock per chiedere gli atti e capire se il fascicolo resterà a Potenza o sarà trasmesso a Roma. Pare che il pm non abbia dato una risposta certa.
RIESAME - Domani mattina il Tribunale del Riesame di Potenza si riunirà per valutare le istanze di revoca delle misure cautelari presentate da Roberto Salmoiraghi e dai «soci» di Vittorio Emanuele Giuseppe Rizzani, Achille De Luca e Ugo Bonazza. Ma il Tribunale dovrà decidere anche se tenere le varie inchieste di Woodcock a Potenza, o se trasmettere i fascicoli ad altre procure per competenza territoriale, come richiesto da diversi avvocati.
Secondo il gip Iannuzzi, le indagini devono rimanere nel capoluogo lucano. Nell'ordinanza cautelare, il magistrato ha spiegato che è impossibile stabilire dove la «banda del principe» si sia formata, e che le sue azioni criminose sono avvenute in vari luoghi in Italia e all'estero. Essendo impossibile far riferimento ad un ambito territoriale ben preciso, vale la competenza del giudice del luogo dove ha sede il pm che per primo ha iscritto la notizia di reato (cioè Potenza).
Ma il Riesame potrebbe anche accogliere la tesi dei legali: i presunti crimini sono avvenuti in Sicilia, a Campione d'Italia, a Roma, e quindi i fascicoli vanno inviati alle procure di quei luoghi. A Potenza secondo gli avvocati non deve rimanere niente.

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