Mercoledì 19 Dicembre 2018 | 01:04

GDM.TV

i più visti della sezione

Referendum: 15 volte alle urne dal 1974, per 58 scelte

ROMA - A parte il referendum «storico» del 2 giugno 1946 che decise la forma dello Stato (per scegliere tra Monarchia o Repubblica votà l'89,1 per cento degli elettori), sino ad oggi i cittadini italiani sono stati chiamati 15 volte alle urne: per esprimersi su 58 quesiti abrogativi e su uno confermativo. Era il 7 ottobre 2001 ed era la prima volta che si teneva una consultazione popolare non abrogativa. Previsto dall'articolo 138 della Costituzione, il referendum confermativo aveva ad oggetto la legge di modifica costituzionale sul federalismo. I voti positivi prevalsero a larghissima maggioranza.
Oggi e domani secondo appuntamento con una consultazione popolare confermativa. Oggetto la modifica della Parte II della Costituzione. Il voto deciderà definitivamente se la modifica introdotta legge sulla «devolution» e sul «premierato forte» potrà entrare in vigore.

Ecco la storia e i numeri delle consultazioni popolari tenutesi nel nostro Paese.
- 1974: il 12 maggio venne tenuto il referendum con il quale si chiedeva l'abrogazione della legge sul divorzio; prevalsero i No con il 59,3% dei votanti.
- 1978: quell'anno si tornò alle urne per abrogare la legge Reale sull'ordine pubblicio e quella sul finanziamento dei partiti; ancora una volta prevalsero i No con il 76,5% dei voti.
- 1981: nel mese di maggio gli elettori vennero chiamati a pronunciarsi du due quesiti per l'abrogazione della legge sull'aborto (la vittoria fu dei No) e tre per l'abrogazione dell'ergastolo, della legge Cossiga sull'ordine pubblico, del porto d'armi.
- 1985: fu la volta della consultazione popolare sul taglio della scala mobile. Ancora una volta la vittoria andò al No (con il 54,3% dei voti).
- 1987: gli elettori vennero chiamati alle urne per rispondere ai quesiti concernenti la responsabilità ivile dei giudici, la commissione parlamentare inquirente, il nucleare (localizzazione delle centrali, contributi per gli enti locali, divieto di partecipazione dell'Enel ad impianti nucleari all'estero. In tutti e cinque i referendum la vittoria fu del Sì.
- 1990: vennero tenute tre consultazioni popolari, due sulla caccia e una sull'uso dei pesticidi in agricoltura. Ma i referendum non furono validi perchè il numero dei votanti non raggiunse il 50 per cento piu uno (per la cronaca tra i voti comunque espressi prevalsero i Sì). Era la prima volta che trovava applicazione l'articolo 75 della Costituzione, laddove stabilisce che la proposta soggetta a referendum «è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto» e «se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi».
- 1991: si tenne il referendum sull'elezione dei componenti della Camera dei deputati. La vittoria andò ai Sì.
- 1993: fu la volta delle consultazioni popolari per l'abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, per l'abolizione del ministero dell'Agricoltura, di quello del Turismo e di quello delle Partecipazioni Statali, per la cancellazione delle sanzioni previste dalla legge Russo-Jervolino-Vassalli contro i tossicodipendenti, per la sottrazione alle Usl delle competenze in materia di tutela ambientale, per la cancellazione del potere del Governo di designare i vertici delle Casse di Risparmio e dei Monti di Pietà, per la parziale abrogazione della legge elettorale del Senato allo Scopo di eliminare il sistema proporzionale per sostituirlo con un sistema prevalentemente maggioritario. Tutte le domande referendarie registrarono la vittoria dei Sì.
- 1995: vennero tenuti dodici referendum. I Sì prevalsero nelle consultazioni popolari aventi ad oggetto delle trattenute sindacali su retribuzioni e pensioni, la privatizzazione della Rai, il soggiorno obbligato per i mafiosi, la contrattazione collettiva per il pubblico impiego, le rappresentanze sindacali.
Gli altri referendum ebbero esito negativo: erano quelli con i quali si voleva estendere il sistema del turno unico (per l'elezione del sindaco e del consiglio comunale) anche ai Comuni con più di 15 mila abitanti, i tre sulla legge Mammì (volti a impedire l'interruzione dei film con gli spot pubblicitari, a ridurre le reti Tv delle quali può essere titolare un solo soggetto, a ridurre le reti nazionali per le quali le concessionarie raccolgono pubblicità), le due consultazioni popolari volte a liberalizzare l'orario dei negozi e le licenze commerciali, l'altro referendum sulle rappresentanze sindacali (quesito massimale).
- 1997: nel giugno di quell'anno vi fu l'esito negativo - per il non raggiungimento del quorum di votanti necessario per la validità (votò solo il 30,2 per cento degli aventi diritto) - dei referendum sulle privatizzazioni, sull'obiezione di coscienza, sulla caccia, sulla carriera dei magistrati, sugli incarichi extragiudiziali, sull'Ordine dei giornalisti, sul ministero per le Politiche Agricole.
- 1999: nell'aprile di quell'anno si tenne la consultazione popolare che mirava all'abrogazione del metodo proporzionale per l'attribuzione del 25 per cento dei seggi della Camera dei deputati. Anche questa volta il referendum non fu valido perchè i numero degli elettori presentatisi alle urne non raggiunse il quorum richiesto dall'articolo 75 della Costituzione.
- 2000: il 21 maggio gli elettori furono chiamati a rispondere a sette quesiti: su finanziamento pubblico dei partiti, quota proporzionale Camera, sistema elettorale del Consiglio Superiore della Magistratura, separazione delle carriere dei magistrati, loro incarichi extragiudiziali, trattenute sindacali (in tutti prevalse il Sì), sui licenziamenti (vittoria dei No). Anche in questa occasione non venne raggiunto il quorum.
- 2001: il 7 ottobre di quell'anno venne tenuto il referendum confermativo sulla riforma del Titolo V della Costituzione introdotta dalla legge costituzionale n.2 di quell'anno. E' stato il primo appuntamento degli italiani con la consultazione popolare prevista dall'articolo 138 della Costituzione, consultazione che, contrariamente al referendum abrogativo, per essere valida non necessita di quorum. Gli elettori vennero chiamati ad esprimersi sulla legge di modifica costituzionale sul federalismo.
Prevalse il Sì a larghissima maggioranza.
- 2003: si torna al referendum abrogativo. Alle urne vengono chiamati anche i cittadini italiani residenti all'estero; viene infatti ammesso il loro voto per corrispondenza. Scopo delle consultazioni popolari tenute: estensione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori alle aziende con meno di 15 dipendenti; abolizione della servitù di elettrodotto. Ancora un fiasco per mancato raggiungimento del numero di votanti minimo richiesto dalla Costituzione. Alle urne si presentò poco più del 25,5 per cento degli elettori.
- 2005: 12 e 13 giugno; gli italiani sono tornati alle urne per esprimersi sui quattro referendum sulla fecondazione assistita. Alla chiamata, però, ha risposto un elettore su quattro: siamo attorno al 25,9 per cento degli aventi diritto al voto. Ancora una volta lontanissimo il quorum fissato dalla Costituzione per la validità delle consultazioni popolari.
E arriviamo al 2006. Oggi e domani nuovo appuntamento, il secondo della storia con un referendum confermativo. Viene chiesta la conferma o il diniego alla legge di modifica della Parte II della Costituzione, approvata dai due rami del Parlamento. La consultazione referendaria - per la quale non è previsto alcun quorum (quindi comunque valida) - deciderà definitivamente se la modifica introdotta dalla legge «sulla devolution e sul premierato» potrà entrare in vigore.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

MULTIMEDIA

Raf e Umberto Tozzi si raccontano: segui la diretta

Raf e Umberto Tozzi, la strana coppia si racconta alla Gazzetta Rivedi la diretta

 
"Grazie per quello che fate e che avete fatto"Gli auguri di Rosso  capo di stato Maggiore

"Grazie per quello che fate e che avete fatto"
Gli auguri di Rosso capo di stato Maggiore

 
Frecce tricolori, parla il nuovo comandante Farina: «Essere pugliese per me è un orgoglio»

Frecce tricolori, parla il nuovo comandante Farina: «Essere pugliese? Un orgoglio»

 
Gazzetta, la Procura di Catania a settembre: faremo l'impossibile per occupazione e rilancio

Gazzetta, la Procura di Catania a settembre: faremo l'impossibile per occupazione e rilancio

 
Kids: torna a Lecce il festival per i più piccoli in nome dell'inclusione

Kids: torna a Lecce il festival per i più piccoli in nome dell'inclusione

 
pranzo

pranzo

 
Inaugura il Villaggio di Babbo Natale: luci, musica e file di un'ora per incontrarlo

Luci, musica e lunghe file per incontrare Babbo Natale: inaugurato il Villaggio

 
"Cane Secco" si lancia col paracadutelo youtuber tra le braccia dei Carabinieri

"Cane Secco" si lancia col paracadute
lo youtuber tra le braccia dei Carabinieri

 
Afghanistan, il ministro Trentaporta il saluto di tutto il Paese

Afghanistan, il ministro Trenta
porta il saluto di tutto il Paese

 
Afghanistan, i bersaglieri della Pinerolosul set dello sceneggiato "I due soldati"

Afghanistan, i bersaglieri della Pinerolo
sul set dello sceneggiato "I due soldati"

 
Afghanistan, le immagini del ministro Trentain occasione del saluto della Brigata Pinerolo

Afghanistan, le immagini del ministro Trenta
in occasione del saluto della Brigata Pinerolo