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Mondiali di calcio - Totti da recuperare

Calcio - L Fiumi di inchiostro, ma tutto secondo copione. Ghana da temere (battuto), Usa da rispettare (il pari ci ha però tenuto sulla corda), Repubblica Ceca complessivamente docile, anche perché falcidiata da infortuni (attacco inesistente) e dalla squalifica di Ujfalusi. Ciò nonostante, Lippi ha deciso di cambiare. Non si è fidato dell'enorme divario potenziale e ha cambiato per non lasciare alla formazione di Bruckner la superiorità a centrocampo. Una scelta, però, determinata da Totti (la prestazione lo ha confermato).
Il commissario tecnico vuole Francesco in campo perché sa di poter disporre di un possibile valore aggiunto. Ma il romanista è molto indietro. Si vede dai movimenti che fa (e da quelli che non fa), dagli errori in fase di impostazione, dal fatto che non trova mai il varco giusto nei passaggi in profondità, dal tiro che non impensierisce, dai "cucchiai" che diventano passaggi al portiere. Nel secondo tempo ha avuto davanti spazi enormi senza riuscire ad incidere.
Totti è stato comunque decisivo. Su di lui Polak ha commesso il fallo che ha praticamente indirizzato la partita. L'espulsione del ceko ha facilitato il compito, non ha però chiuso il confronto.

Perché questa squadra ha molte difficoltà nel riuscire a piazzare il colpo letale. Lo fa con fatica per un motivo molto semplice. Non riesce ad andare in gol su azione manovrata. Manca l'ultimo passaggio oppure l'ultimo tocco.

• Tre indizi (le tre partite fin qui disputate) fanno una prova. Basti ricordare le reti segnate dagli azzurri nella fase a gruppi, che per fortuna ci vede primi in classifica.
1) Nel 2-0 con il Ghana, Pirlo ha segnato sugli sviluppi di un angolo grazie anche a una dimenticanza degli africani. Poi Iaquinta ha sfruttato (a pochi minuti dal termine) uno svarione di Kuffour.
2) Nell'1-1 con gli Usa, Gilardino ha deviato di testa una punizione. In superiorità numerica non abbiamo saputo chiudere il discorso qualificazione.
3) Nel 2-0 contro i cechi, altra rete di Materazzi sempre su calcio da fermo (cross dalla bandierina). Di nuovo in vantaggio di un uomo per oltre 45', l'Italia per raddoppiare ha dovuto aspettare un contropiede davvero impossibile da sbagliare.

Migliorando la condizione atletica (alcuni giocatori cechi sembravano più avanti dei nostri…), la lacuna probabilmente verrà colmata, perlomeno per quel che riguarda la rifinitura. In quanto alle realizzazioni, la Nazionale adesso ha ufficialmente una bocca di fuoco in più. Pippo Inzaghi, attaccante di razza, ha già pagato dazio (all'esordio ha sbagliato almeno due volte, in una clamorosamente), ma si propone come uno dei possibili protagonisti del Mondiale. In quanto a Toni, l'esclusione, come detto, ha motivazioni tattiche. Quasi certamente lo rivedremo negli ottavi.

Nella prima partita ad eliminazione diretta dovrebbe esserci anche Materazzi. Quando Nesta ha dovuto abbandonate per l'infortunio, l'impressione che si trattasse di un brutto presagio è stata netta, se non altro pensando al prosieguo del torneo. L'interista, invece, è stato il migliore in campo, insieme con Cannavaro. Ha sbloccato il risultato, ma soprattutto non ha sbagliato un colpo nelle marcature, nei raddoppi, nei disimpegni. Davvero una garanzia. Dovrà soltanto giocare tranquillo come in questa occasione ed evitare altri colpi di testa, quelli che lo hanno reso amaramente famoso. Di fallacci alla De Rossi non ne abbiamo bisogno.
Abbiamo invece bisogno di ritrovare un equilibrio tra il tatticismo, a volte esasperato, e la spregiudicatezza, presentata alla vigilia della manifestazione come elemento caratterizzante di questa spedizione. La lucidità emersa nei momenti di difficoltà fa ben sperare per il futuro (peraltro l'Italia potrebbe ritrovarsi in un varco favorevole del tabellone, almeno fino alla semifinale), ma per superare di slancio ottavi e quarti e, soprattutto, per ambire a vincere la Coppa del Mondo ci vorrà una squadra che sappia abbinare alla personalità un cifra di gioco più elevata.
G. Flavio Campanella

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